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    Willow – la recensione: un grande ritorno al fantasy

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    Oggi andiamo un po’ off topic da Star Wars, rimanendo però sempre legati all’universo di Lucasfilm, per recensire il ritorno nel mondo di Willow con la serie sequel dello storico film del 1988. Da oggi 30 Novembre infatti sono disponibili su Disney Plus i primi due episodi. Un inizio davvero promettente, che ci catapulta nelle avventure dell’ormai adulto Willow Ufgood e di una nuova compagnia di eroi. Di seguito trovate la nostra recensione, rigorosamente senza spoiler!

    Preludio alle nuove avventure

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    Tra passato e presente

    Molti di voi ricorderanno con affetto il film del 1988, figlio di quel fantasy anni ’80 che ha accompagnato la nostra infanzia e ci ha fatti sognare con avventure fantastiche, spensieratezza, ma anche drammaticità, come ad esempio nel caso de La Storia Infinita. Per coloro che hanno bisogno di una piccola spolverata, Willow si apre con una profezia: la perfida regina – strega Bavmorda scopre che una neonata sarà la causa della sua rovina, e perciò fa imprigionare tutte le donne incinte del regno di Nockmaar. Nonostante questo, la piccola Elora Danan riesce a salvarsi venendo adagiata su una zattera, che lungo il fiume raggiungerà un villaggio di nelwyn.

    E’ lì che la piccola verrà trovata da Willow, un giovane aspirante stregone, e la sua famiglia. Inizialmente però viene vista dagli altri come presagio di sventura, poiché aveva attirato anche un segugio inviato da Bavmorda. Per questo l’Alto Aldwin ordina che la piccola venga riconsegnata ai suoi simili: comincia così l’epico viaggio del protagonista, che lungo la strada conoscerà alleati (come il mitico Madmartigan, interpretato da Val Kilmer) nemici che poi diventeranno amici (come Sorsha, figlia di Bavmorda che si innamorerà di Madmartigan), e incontrerà Fin Raziel, una maga esiliata dalla regina e sotto l’effetto di una maledizione che l’aveva trasformata in un topo muschiato.

    I nostri riusciranno a sconfiggere Bavmorda, e i nuovi regnanti Sorsha e Madmartigan adotteranno la piccola Elora Danan, mentre Willow tornerà al suo villaggio da eroe e con un nuovo libro per inseguire il suo sogno di diventare uno stregone. Ma le forze del male incombono, e la serie ci mostra che non è ancora arrivato il momento del lieto fine.

    Un ottimo incipit

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    Il logo della serie

    Il primo pregio di Willow – la serie è proprio quello di creare un ottimo backgroud che, attraverso i primi due episodi, ci racconta ciò che è accaduto negli anni successivi portando comunque avanti la narrazione del presente. Scopriamo quindi che, dopo una nefasta visione di Willow, Elora Danan era stata nascosta (anche a lei stessa) e il regno protetto da una barriera magica. In questo senso, il primo episodio è davvero denso di accadimenti: la prima parte è dedicata alla conoscenza dei nuovi protagonisti e delle loro storie.

    Abbiamo in primis Kit e Airk, i figli di Sorsha e Madmartigan; la giovane amante di Airk, che però è una semplice cuoca, conosciuta come “Dove”, e soprattutto Jade Claymore, amica di Kit e aspirante cavaliere, il giovane Principe Graydon, promesso sposo di Kit, e il cavaliere Thraxus Boorman. Sarà affidato a loro il compito di formare la nuova compagnia, e come avrò modo di dirvi tra poco, ci riusciranno in pieno.

    La seconda parte del pilot ci catapulta subito nell’azione e infittisce la trama, con l’apparizione dei temibili e oscuri Flagelli. Solo nel finale, altra mossa saggia, rivedremo Willow e scopriremo un grande colpo di scena.

    I personaggi

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    I nuovi protagonisti di Willow

    Oltre alla grande emozione di rivedere personaggi noti, come Willow ma soprattutto Sorsha (interpretata nuovamente da Joanne Whalley) la serie ci introduce come detto una nuova sgangherata compagnia che si formerà già nel corso del primo episodio. Oltre ad avere ognuno un carattere sfaccettato, funzionano bene come gruppo e sembrano affiatati da sempre. Da sottolineare l’interpretazione sopra le righe del mitico Boorman, che diventerà subito il vostro preferito e che ricalca molto il carattere di Madmartigan (a cui infatti è legato, come scoprirete nel secondo episodio).

    Ottimo anche il rapporto fraterno tra Kit e Airk, con la prima che rappresenta la figura della principessa ribelle e impavida. Interessante anche l’amicizia tra Kit e Jade, che forse è anche qualcosa di più. Anche Dove e soprattutto il principe Graydon saranno caratterizzati molto bene. Come è stato invece il ritorno di Willow?

    Un “nuovo” Willow

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    Willow, interpretato da Warwick Davis

    Dopo l’apparizione finale del primo episodio, il secondo approfondisce proprio il personaggio di Willow, profondamente diverso rispetto a quello del film. E’ sempre simpatico e scapestrato, ma nasconde in sé molti demoni e soprattutto consapevolezze di un oscuro futuro. In questo senso ricorda moltissimo la caratterizzazione di Luke Skywalker nella trilogia sequel, considerando anche determinate implicazioni riguardanti Elora Danan di cui però non posso parlarvi.

    E’ stato molto emozionante rivederlo all’interno del suo villaggio, e soprattutto rivedere alcuni nelwyn presenti sin dal 1988. In particolare sua figlia Mims, interpretata proprio dalla figlia di Warwick Davis Annabelle, che ci dona un’interpretazione a mio parere bellissima.

    Willow, rispetto al passato, sente il peso delle responsabilità, e non a caso l’episodio si intitola il Saggio Aldwyn. Nonostante la sua determinazione non si sia esaurita, egli ha comunque degli sprazzi di disillusione dettati soprattutto dalla paura di ciò che verrà. Probabilmente come la regina Sorsha, anch’ella forgiata dai demoni del suo passato.

    Il comparto tecnico

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    Il principe Graydon con una creatura

    Dal punto di vista tecnico, Industrial Light & Magic non si smentisce: ci porta infatti in quell’universo fantasy che abbiamo conosciuto più di trent’anni fa, con tecnologie moderne ma che strizzano l’occhio al passato, tramite props design davvero notevoli. Il tutto coadiuvato da un’ottima fotografia, ambientazioni fantastiche e luoghi tipici dello stile fantasy. Ho apprezzato il fatto che la maggior parte delle creature che i nostri incontreranno non sia stata creata in CGI, sempre per tracciare una linea comune con il film.

    Questo ovviamente eleva il lavoro di costumisti e truccatori. Molto ben curati infatti, già dal primo episodio, i design dei Flagelli, che inquietano e non poco (soprattutto quello di The Dag). Il tutto quindi ci riporta a quelle atmosfere anni ’80, con rispetto verso il passato ma ovviamente con un grande passo avanti in concomitanza dei trent’anni trascorsi.

    I legami con Star Wars

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    Erin Kellyman, Enfys Nest in Star Wars

    Come il film, anche la serie Willow è indissolubilmente legata alla saga di Star Wars. Lucas stesso lo ideò, e oggi la sua volontà è portata avanti da Lucasfilm e dagli addetti ai lavori: basti pensare che Pablo Hidalgo è il supervisore della lore, ma come lui tutti coloro che lavorano per Star Wars si sono occupati di Willow. Inoltre all’interno della serie, oltre a vari interpreti starwarsiani come lo stesso Warwick Davis, Erin Kellyman (Enfys Nest) nei panni di Jade Claymore, Joonas Suotamo (Chewbacca) in quelli del flagello The Scourge, ci sono anche moltissime tematiche che si legano alla galassia lontana lontana.

    La magia stessa viene presentata da Willow nello stesso modo della Forza; il suo personaggio ricorda molto quello di Luke, e le tematiche di forze oscure che incombono ricordano molto quelle di Palpatine. Anche i rapporti fraterni e quelli di amicizia sono molto simili. Ma l’elemento più preponderante, del quale non posso parlarvi direttamente causa spoiler, è quello della scoperta di un potere celato da tempo, che ricalca moltissimo il personaggio di Rey.

    Insomma, Willow – la serie non è solamente un prodotto nostalgia, ma integra personaggi e situazioni del passato (ne vedrete tanti altri nelle prossime puntate) con delle interessanti novità, che si concretizzano tramite una trama coinvolgente, personaggi caratterizzati ottimamente e un’ambientazione che dona nuova verve a quello stile fantasy che ha segnato la nostra infanzia e adolescenza. Al momento, un sette pieno! Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti! E continuate a seguirci, anche su FacebookYouTubeInstagram e TwitterVi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars.

    Gaetano Vitulano
    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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