Ci avviciniamo alla fine del 2017, e tra uscite videoludiche all’ultimo grido (o lamento?) quali Battlefront II, cartonati e novità editoriali, nonché la crescente attesa per The last Jedi, non si può dire che manchi l’entusiasmo. Dopo l’acquisizione della Disney, i fan si ritrovano bombardati da novità che se da un lato potrebbero costituire il canone del futuro, dall’altro rischiano (o investono, questione di punti di vista) nel circolo quasi-virtuoso e/o quasi-vizioso del commerciale.

Senza scadere in un discorso troppo economico o protezionista, la Disney sta orientando Star Wars ad un presente-sempre-futuro che sì, entusiasma grazie alle novità che rilascia continuamente ma che rischia di impedire una salutare cristallizzazione dei titoli.

Breve storia di un aneddoto personale

il potere della forza nintendo ds
Uno screen de il Potere della Forza per Nintendo DS. All’epoca questo gioco uscì per praticamente qualsiasi dispositivo esistente. Anche un tostapane aveva la sua versione. Da multiplayer.it

Qualche settimana fa, vagando come al solito tra gli scaffali della Nintendo a caccia di qualche articolo interessante, scrutando nell’usato mi imbatto in un titolo sorprendente: la versione per Nintendo DS di Star Wars: Il potere della Forza. Due minuti dopo, concluso l’acquisto di quel pezzo di storia (dal 2008 è passato quasi un decennio!), mi fiondo a casa e rivivo la storia di Starkiller & Co: dura solo alcune ore – troppo poche, rispetto alla longevità videoludica a cui siamo ormai assuefatti – pensando nel frattempo a tutte quelle cose che ho esposto nel paragrafo precedente.

Come già ribadito, non è mia intenzione recensire nei dettagli questo titolo ma solo soffermarmi su alcune questioni importanti, meno tecniche e, spero, non troppo sentimentali. Per un’analisi più dettagliata dell’argomento, rimando alla più esauriente recensione del gioco.

Ritornare al passato: i limiti

La prima cosa di cui mi sono reso conto, rigiocando Il potere della Forza a distanza di tanti anni, sono i suoi limiti, o meglio, le sue caratteristiche difficilmente conciliabili con le caratteristiche dei giochi e delle attese attuali. La storia dell’apprendista segreto di Vaderlegend ma leggendaria, è narrativamente incanalata, per non dire costretta, in un flusso di livelli più meccanici che creativi, all’interno del quale i margini di rielaborazione personale appaiono sempre molto limitati. L’unica eccezione, simpatica e/o succulenta, è il quasi-libero arbitrio nella scelta dell’epilogo.

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Galen negli abiti di Lord Starkiller nella Ultimate Sith Edition del gioco.

Oltretutto, la costrizione narrativa si accentua molto, come è facile immaginare, nella versione per Nintendo DS, consolle ancora sperimentale nel lontano 2008. Eppure, nonostante le numerose lacune, Il potere della Forza continua a esercitare un fascino segreto, magnetico, irresistibile: la vicenda non è nemmeno canonica, il gameplay fa acqua da tutte le parti, eppure…

Ritornare al passato: l’entusiasmo segreto

C’è qualcosa di segreto e di remoto, di superato e tuttavia insuperabile, che riposa in questi titoli antichi. Qualcosa che non c’entra con gli spazi sconfinati dei nuovi RPG, né con la competitività dell’online, né tantomeno con la fame dell’aggiornamento continuo, del 2.0, della fluidità migliorata. Ne Il potere della Forza, il fascino della novità non esiste, ma esiste un entusiasmo più segreto, nato non dall’attesa ma dal gusto della materia sedimentata, cristallizzata e compiuta.

C’è quasi un senso di dolcezza, nella limitatezza di Kashyyyk, di Raxus Prime e di Felucia (i pianeti/livello della vicenda); una strana malinconia ci prende a bordo della nave Rogue Shadow quando, assai poco liberamente, interagiamo con il droide PROXY, con la bella Juno Eclipse o col maestro Rahm Kota; una smania di frenesia distruttiva si impossessa di noi allo scatenarsi di combo infinite, di eventi di Forza e dei nemici, villain e non, tutti “creativamente macellabili”.

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Darth Vader e Starkiller in il Potere della Forza

Un arcade sulla via dell’RPG? O un RPG ancora troppo arcade?

Sinceramente non l’ho ancora capito, ma credo sia questo l’ingrediente principale per questa magia di altri tempi, molto vintage e molto meno alla moda, certamente passata e quindi non passeggera.

Siamo lontani dal presente-sempre-futuro; ne Il potere della Forza ci muoviamo piuttosto in un presente-sempre-passato, all’interno del quale non bisogna assolutamente murarsi, ma che può essere un prezioso aiuto a ricordare, a definire, a non perderci in un fluire sempre più indistinto di titoli in cui l’usa e getta commerciale detta i ritmi di marcia.