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    Timothy Zahn parla degli scopi di Thrawn e anticipa Ahsoka 2

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    Nel finale di Ahsoka, il Grand’ammiraglio Thrawn è riuscito a tornare nella galassia conosciuta. Ora il personaggio darà sicuramente filo da torcere alla Nuova Repubblica nei prossimi progetti del Mandoverse, anche se molti sono ancora titubanti in merito ai suoi scopi e alla sua personalità dopo quanto visto nella serie. Di recente Timothy Zahn ha parlato proprio degli scopi di Thrawn, di eventuali romanzi futuri e soprattutto di una seconda stagione di Ahsoka. Vediamo di seguito le sue parole!

    Timothy Zahn su Thrawn

    Thrawn e Zahn
    Thrawn e il suo creatore, Timothy Zahn

    Di recente lo scrittore è stato ospite al Twin Cities Con di Minneapolis, e durante il panel “Talking Thrawn” ha avuto modo di parlare ampiamente del personaggio da lui creato nel 1991. Dopo tanti anni in cui era stato legends, Zahn ha ammesso che vederlo finalmente in Rebels e sapere che il personaggio era tornato canonico era un po’ come guardare tuo figlio salire sull’autobus il primo giorno di scuola“.

    L’autore ha però rivelato che Lucasfilm lo tiene all’oscuro riguardo ai progetti imminenti e che non gli fu nemmeno permesso di vedere la sceneggiatura ufficiale per la stagione 3 di Star Wars Rebels, che era il progetto specifico che per primo introdusse appunto Thrawn nel canone. Ma ora le cose potrebbero essere cambiate (si spera), poiché Zahn ha dichiarato espressamente che Thrawn farà il suo passo durante la seconda stagione di Ahsoka. Tuttavia, visto che la stagione 2 non è stata ancora confermata, Zahn ha subito aggiunto che “presume” che una stagione 2 sia in arrivo. E con la conclusione dello sciopero degli attori, l’annuncio potrebbe arrivare a breve.

    I veri scopi di Thrawn

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    Thrawn nel finale di Ahsoka

    Zahn ha anche rivelato quale sarà il probabile obiettivo generale di Thrawn durante la stagione 2 di Ahsoka e l’era della Nuova Repubblica, ovvero capire cosa porterà maggiori benefici ai Chiss.

    L’autore ha affermato che Thrawn probabilmente si sente come se la Nuova Repubblica non potesse offrire alcun aiuto all’Ascendenza Chiss, quindi il suo obiettivo finale è resuscitare l’Impero nella speranza di poter aiutare il suo popolo.

    Il romanzo Thrawn del 2017 (il primo dell’esalogia canonica) stabilisce che Thrawn si è unito all’Impero per allineare i suoi interessi con quelli dell’Ascendenza Chiss. Conosceva e aveva affrontato i pericoli delle Regioni Ignote e la potenza dell’Impero apriva le porte alla possibilità di sedare quelle preoccupazioni. Quel tratto caratteriale è fondamentale anche in Thrawn: Alleanze e Thrawn: Tradimento, al punto da mettere Thrawn in contrasto con i vertici dell’Impero, che spesso si chiedevano se egli fosse degno di fiducia e soprattutto se la sua lealtà fosse realmente votata all’Impero.

    Ed è per questo che molti fan del personaggio hanno storto il naso nel vederlo inneggiare all’Impero nel finale della serie. Zahn comunque non è andato oltre nello spiegare questi interrogativi nella serie Ahsoka. Ma non c’è da temere, perché l’autore ha detto che sarebbe più che disposto ad esplorarli se la Lucasfilm lo chiamasseLa trilogia dell’Ascendenza è nata perché, secondo Zahn, Filoni aveva Ezra e Thrawn “nel suo seminterrato” e non erano disponibili per il gioco. Quel tempo è finito. Zahn sembra essere entusiasta all’idea di tornare a narrare quel “gap di 9 anni” tra Rebels e Ahsoka, rivelando quanto velocemente arriverebbe all’incontro sul campo: “Ci vogliono 10 ore di macchina da casa mia alla Lucasfilm. Lo farei in otto… qualunque cosa Filoni voglia, la scriverò e vi piacerà“.

    Cosa ne pensate delle parole di Timothy Zahn? Ditecelo come sempre nei commenti! E continuate a seguirci anche su FacebookYouTubeTik TokInstagram e Twitter per rimanere aggiornati sulle offerte e tutte le novità di Star Wars. 

    Fonte

    Gaetano Vitulano
    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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