The Last Jedi è nelle sale cinematografiche da quasi un mese e ha incassato più di un miliardo di dollari nel mondo. Abbiamo già avuto modo di discutere e approfondire molti temi riguardanti questo ottavo capitolo della saga. Oggi ci soffermeremo su alcune interessanti curiosità riguardanti il grande ritorno del Maestro Yoda in Episodio VIII, sotto forma di Fantasma di Forza. Una scena bellissima che ha calcato in pieno la tradizione di Star Wars.

Il regista Rian JohnsonNeal Scanlan, a capo del reparto creature del film, ci raccontano come è stato giostrato il ritorno del Maestro Yoda nella saga, anche e soprattutto tramite il coinvolgimento del mitico Frank Oz.

Yoda colpisce ancora

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Il Maestro Yoda in Episodio V.
Da: wired

Il Maestro Yoda è uno dei personaggi fondamentali di Star Wars: lo abbiamo conosciuto nella trilogia originale in versione pupazzo (frutto dello straordinario lavoro di Oz e di un team di burattinai) e in quella prequel tramite l’uso della CGI. In Episodio VIII è stato ricreato in versione pupazzo, e con una certa “presenza fisica” che non ne facesse un Fantasma di Forza troppo evanescente. E’ proprio Neal Scanlan a spiegarci questo concetto: “Mi ricordo di aver detto a Rian Johnson che, in caso di inclusione di Yoda nel film, non avremmo dovuto spingere troppo sul look da “fantasma della forza perché avrebbe negato a molti il piacere di vederlo più “in carne e ossa” piuttosto che evanescente. In termini di ciò che abbiamo poi realizzato, abbiamo aggiunto una piccola area luminosa intorno al suo corpo. Io stesso chiesi a Ryan “Vuoi che sia semi-trasparente?” e lui mi rispose “No, lasciamo che sia solo leggermente opaco”.

Questa scelta ricalca molto le caratteristiche del Fantasma di Forza di Obi-Wan negli Episodi V e VI. Nelle scene in cui egli interagisce con Luke, notiamo una certa presenza fisica che accompagna lo spirito. Fisicità che gli permette anche di sedersi, come ben ricorderete.

Yoda e Luke di nuovo insieme

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Yoda poco prima della sua morte in Episodio VI

Il regista Rian Johnson, invece, ci racconta i motivi dell’inserimento di Yoda nella pellicola, nonché un’altra idea che però non è stata realizzata: “Quando ho avuto in mente l’arco narrativo di Luke, ho realizzato subito che Yoda avrebbe avuto un posto importante. Il motivo è soprattutto nel rapporto di vecchia data con Luke, che consente a Yoda di parlare a Skywalker in maniera schietta e “potente”. […] Anche Obi-Wan avrebbe potuto eventualmente parlargli in quel modo. Sarebbe stato bello avere Ewan McGregor nel film, tuttavia Luke non ha mai avuto un rapporto emozionale con il giovane Obi-Wan, e non mi andava di ricreare una versione digitale di Alec Guinness. Quindi la mia scelta è ricaduta su Yoda: era lui a dover tirare le orecchie a Luke. Ed è stato divertentissimo poter coinvolgere Frank Oz!”

Una scelta ponderata quella di inserire solamente il Maestro Yoda: la presenza di Obi-Wan sarebbe stata complessa da gestire, in tutti i sensi. Interessante e stimolante, come sottolineato dallo stesso regista, il fatto di aver potuto lavorare con Frank Oz, che ha riportato Yoda sul grande schermo.

Un lavoro che ha permesso la realizzazione di una scena davvero emozionante e colma di significato. Avremo modo di approfondirla tramite articoli futuri. Come sempre, il saggio Maestro ha dato a Luke e a tutti noi un’altra importante lezione legata non solo a Star Wars, ma alla vita.

Fonte delle interviste: badtaste.it