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    The Clone Wars: tutti gli splendidi riferimenti del decimo episodio!

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    Come il precedente, il decimo episodio dell’ultima stagione di The Clone Wars non delude le aspettative. “L’Apprendista Fantasma” è una splendida puntata ricca di pathos, colpi di scena e soprattutto splendidi riferimenti. Andiamo a scoprirli insieme!

    The Clone Wars: la sequenza iniziale

    the clone wars logo rosso
    Il logo rosso della puntata

    La puntata comincia con lo stesso incipit della precedente: logo di Lucasfilm e colonna sonora in sottofondo. Questa volta possiamo ascoltare un accenno della stessa traccia di quando Palpatine e Anakin sono a teatro, e il primo gli racconta della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio. Dopo questo accenno da brividi, compare il logo rosso di The Clone Wars (che significa guai, come ormai saprete) e la narrazione riprende dall’esatto momento in cui si era conclusa. Anche questo elemento ci fa capire che l’arco dell’Assedio di Mandalore è un unico grande film diviso in quattro parti.

    Ahsoka e Maul cominciano la loro prima conversazione, e già qui quest’ultimo le rivela molti dettagli interessanti. In primis l’esistenza di Darth Sidious, e in secondo luogo il fatto che presto la Repubblica e jedi cadranno. Come detto anche nella nostra recensione, Maul è interpretato in motion capture da Ray Park, suo interprete storico: i dettagli delle sue espressioni sono impressionanti.

    Dopo un brevissimo scontro, nel quale possiamo sentire in sottofondo la splendida Duel of the Fates, Maul atterra Ahsoka e fugge: non è ancora il momento di combattere, lui vuole saperne di più su di lei. E per questo rapisce il clone Jesse, il più anziano, per estorcergli informazioni.

    Il dialogo con Obi-Wan

    ahsoka e obi-wan the clone wars
    Ahsoka e Obi-Wan conversano

    La narrazione si sposta poi alla sala del trono, dove vediamo una delle scene più importanti della puntata. Ahsoka, Rex e Bo-Katan parlano con l’ologramma di Obi-Wan, visibilmente preoccupato. Ahsoka gli parla di Sidious, chiedendo spiegazioni, e Obi-Wan rivela che ha appreso quel nome da Dooku e che Anakin ha ucciso quest’ultimo. La contemporaneità con Episodio III è magnifica: è da poco terminata la Battaglia di Coruscant, e Obi-Wan sta per recarsi su Utapau. Il Maestro jedi svela anche i sospetti del Consiglio, ricostruendo le trame ordite da Sidious. Come tutti sappiamo, però, mancano dei pezzi fondamentali.

    Rimasti soli, Obi-Wan dice ad Ahsoka che il Consiglio ha incaricato Anakin di spiare il Cancelliere. Quest’ultima, indirettamente, ci svela il rapporto di stima e amicizia tra i due, e ipotizza quanto possa essere rimasto deluso Anakin per quella missione. Tutte sensazioni molto familiari, che a breve porteranno Anakin a perdere totalmente fiducia nei jedi.

    Obi-Wan infine chiede ad Ahsoka di parlare con Anakin, sperando che le sue parole possano aiutarlo. Un attacco improvviso blocca la loro conversazione, e i due sono costretti a salutarsi: Ahsoka gli chiede di dire qualcosa ad Anakin, probabilmente che gli è vicino o gli vuole bene. Come sappiamo Obi-Wan non glielo dirà mai, purtroppo. E forse nemmeno Ahsoka riuscirà mai a parlare con Anakin.

    L’unico piano che conta

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    Il duello tra Bo-Katan e Saxon nel vano ascensore

    Successivamente vediamo Maul estorcere informazioni a Jesse: egli ha percepito che Ahsoka può essere un tassello interessante del suo piano. E, a proposito di piani, anche al clone accenna al disegno che Sidious aveva fin dall’inizio per prendere il potere. Mentre tortura Jesse, manda Saxon a zittire Almec. Quest’ultimo infatti conosce dettagli troppo scottanti su di lui, tra i quali quello di una visione che ha terrorizzato Maul. Prima di morire, Almec riesce a rivelare ad Ahsoka il nome “Skywalker”. Il piano di Maul è molto legato ad Anakin, e stiamo per scoprire il perché.

    Intanto Bo-Katan segue Saxon, con il quale ingaggia un duello nel vano di un ascensore: un chiaro riferimento alla sequenza del salvataggio di Palpatine in Episodio III. Dopo lo scontro ci viene mostrato un altro punto focale per le vicende del franchise di Star Wars.

    I sindacati del crimine

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    Maul e gli ologrammi dei sindacati del crimine. © Disney

    La scena di Maul che parla con gli ologrammi dei rappresentanti dei sindacati del crimine è cruciale per la timeline, e offre tantissimi riferimenti ad altre opere. Nell’ologramma possiamo vedere i membri eminenti del Collettivo Ombra, i rappresentanti del Sole Nero (Ziton Moj) e del sindacato dei Pyke (Marg Krim). A destra c’è invece una gradita sorpresa: si tratta di Dryden Vos, il signore del crimine che servirà Maul nel suo nuovo sindacato Crimson Dawn. Uno splendido collegamento a Solo: A Star Wars Story.

    Maul poi accenna ad un altro importante evento, la sua prigionia per mano di Sidious e l’incontro con Dooku. Vicenda narrata nel fumetto “Darth Maul: Figlio di Dathomir”; un riferimento splendido. Maul ormai ha capito che sia lui che Dooku non sono stati altro che pedine nelle mani di Sidious.

    Nel fumetto sembrava che Maul avesse (già) perso il controllo del Collettivo Ombra e quindi degli altri sindacati, ma in questa puntata di The Clone Wars (nonché in quelle ambientate su Oba Diah) scopriamo che non è così. Nello specifico, Maul invita i membri del Sole Nero e dei Pyke a disperdersi. Sicuramente scopriremo di più su queste trame in altre opere.

    Il confronto tra Maul e Ahsoka

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    Maul cerca di convincere Ahsoka ad unirsi a lui

    Ed eccoci arrivati al culmine della decima puntata di The Clone Wars, il confronto tra Maul e Ahsoka. I due si ritrovano nella sala del trono, e cominciano un’altra conversazione. Maul afferma che entrambi sono “strumenti”, ed è questo uno dei punti cardine che dà il nome alla puntata (che è anche un ovvio riferimento a Episodio I). Entrambi sono “apprendisti fantasma”, entrambi sono vittime di qualcosa di più grande. L’enfasi di Maul nel dialogo è magistrale, e culmina con la proposta ad Ahsoka di allearsi con lui. Viene ripreso un concetto che noi fan di Star Wars conosciamo bene: come Darth Vader con Luke, o Kylo Ren con Rey.

    Questa volta però le cose sono leggermente diverse: i due sono entrambi rinnegati apprendisti. A quel punto Ahsoka sembra voler accettare, per il bene della galassia, ma gli pone un’ultima domanda; gli chiede cosa voglia da Anakin, e lui le svela la sua visione. Nel futuro che ha visto, Sidious prende Anakin come suo apprendista, il che è una diretta conseguenza di qualcosa che era già deciso da tempo. All’epoca, però, lui non poteva sapere che Palpatine avesse cominciato a “seguire con grande attenzione” i progressi di Anakin. E qui ci colleghiamo nuovamente al titolo della puntata, il punto focale estremo: Anakin è l’apprendista fantasma a tutti gli effetti.

    The Clone Wars e la questione Prescelto

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    Anakin Skywalker/Darth Vader

    Nel dialogo viene affrontata anche la spinosa questione della profezia del Prescelto. Maul, come detto, confessa ad Ahsoka che Anakin è la chiave di ogni cosa, e lei dice “Per portare Equilibrio nella Forza?” “No, per distruggerlo” le risponde. Dalle parole di Maul sembrerebbe che Anakin porti solo distruzione, e che quindi non sia il Prescelto, ma come sempre è importante capire il punto di vista di chi parla. Quando in Rebels fu affrontato il tema, si pensò che Luke fosse il Prescelto, perché sia Obi-Wan che Maul lo credevano. Ma questo è solo il (legittimo) punto di vista di due personaggi all’interno della storia.

    Anakin è il Prescelto perché, dopo aver allargato enormemente il divario dell’Equilibrio con la caduta nel Lato Oscuro, lo riporta distruggendo i Sith. L’affermazione di Maul è giusta: Anakin sta per diventare Darth Vader, ma non immagina che un giorno lui si redimerà. Avrò modo di approfondire questa questione in un altro focus.

    A quel punto Maul confessa ad Ahsoka il suo vero piano: quella guerra era servita solo da esca per attirare su Mandalore sia Obi-Wan che Anakin. E Maul li avrebbe uccisi entrambi per vendetta; il primo per ragioni legate alla sua sconfitta, il secondo per privare Sidious del suo pupillo. Ovviamente Ahsoka, in quel momento, non gli crede, e comincia così il loro duello.

    The Clone Wars: Lo scontro

    maul e ahsoka
    Maul e Ahsoka alla fine della puntata

    La prima parte del duello si svolge sempre nella sala del trono. Come nella puntata precedente, qui sono presenti due splendidi elementi che confermano la contemporaneità degli eventi con Episodio III: la rottura della vetrata della sala del trono corrisponde a quella della finestra dell’ufficio di Palpatine durante lo scontro con Mace Windu. Inoltre, quando Maul attacca Ahsoka, si può udire l’inconfondibile urlo di Darth Sidious. Altri riferimenti a dir poco mozzafiato!

    E così i due cominciano a combattere, e mentre lo fanno si stuzzicano parecchio: anche questo è un riferimento al romanzo “Ahsoka”. Qui infatti, tramite flashback, viene narrato parte dello scontro tramite scambi di battute e punzecchiamenti tra i due. Dopo essere scappato dalla finestra, Maul è consapevole di dover fuggire perché quella guerra volge dalla parte dei cloni e dai mandaloriani capeggiati da Bo-Katan. Ma Ahsoka lo raggiunge, e comincia la seconda parte del loro scontro.

    Quest’ultimo splendido confronto si svolge su una struttura di travi che si stagliano sul vuoto. Dopo un duello che ricalca quelli acrobatici della trilogia prequel, Maul viene catturato dai cloni. Le sue parole, letteralmente urlate, sono da brividi: “Brucerete tutti, moriremo tutti! Non sapete cosa state facendo!”. Un monito davvero inquietante che ci ricorda la tragedia che avverrà a breve.

    E così si chiude questo fantastico decimo episodio di The Clone Wars, ricco di riferimenti. Voi ne avete trovati altri? Ditecelo come sempre nei commenti! Continuate a seguirci anche su Facebook eInstagramvi terremo costantemente aggiornati su tutte le novità riguardanti l’universo di Star Wars.

    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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