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    The Book of Boba Fett: tutti i riferimenti e gli easter egg dell’ultima puntata!

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    Torna, per l’ultima volta, l’appuntamento del mercoledì con The Book of Boba Fett, serie che si conclude con il settimo episodio intitolato “In the name of honor” (Qui la nostra video analisi della puntata). Un finale ricco di dinamicità e adrenalina, che presenta come sempre moltissimi easter egg e riferimenti. Andiamo a scoprirli tutti di seguito!

    La sequenza iniziale di The Book of Boba Fett 1×07

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    Boba Fett nel finale della serie

    Dopo l’attentato al Rifugio di Garsa Fwip, Boba e Fennec si ritrovano all’interno di ciò che rimane della Cantina. Lo scontro è ormai alle porte, e Din Djarin li informa che gli abitanti di Freetown arriveranno con Cobb Vanth per combattere (ignaro di quanto accaduto con Cad Bane). Nella scena c’è un passaggio poco chiaro: parlando della spezia, Fennec afferma che è “il commercio più importante di Jabba the Hutt”. Come tutti sappiamo però Jabba è morto cinque anni prima, e forse il riferimento è al fatto che il commercio di spezia dava vitalità al pianeta.

    Al Rifugio si trovano anche Drash e Skad, i membri di spicco della mod gang, che convincono Boba Fett a rimanere arroccato lì invece che a Palazzo, per trasmettere protezione agli abitanti di Mos Espa, scossi per quanto accaduto. Egli, nonostante ciò sia strategicamente più svantaggioso, accetta.

    La scena si sposta poi su Mos Eisley, dove si trova il covo dei Pyke in cui si recò tempo prima anche Boba Fett. Cad Bane avvisa di non doversi più preoccupare dei cittadini di Freetown, e il Pyke ci svela una verità che già avevamo intuito, e cioè che furono loro a sterminare i predoni Tusken (non tramite la collaborazione dei Nikto, che quindi furono solo utilizzati come capro espiatorio a loro insaputa). Nella stanza è presente anche il sindaco Ithoriano Mok Shaiz.

    Scelta e presidio

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    Grogu torna su Tatooine

    Sempre su Mos Eisley, all’hangar di Peli Motto giunge un X-Wing apparentemente vuoto. Capiamo subito che il mitico R2-D2 ha accompagnato Grogu su Tatooine, poiché quest’ultimo ha scelto il cuore e soprattutto di tornare da Din Djarin. A suggellare la scelta, lo vediamo per la prima volta con indosso la cotta di maglia in Beskar. Su richiesta di Peli, i simpatici droidi di serie DUM portano da mangiare al piccolo.

    La scena si sposta nuovamente su Mos Espa, in cui le forze di Boba Fett si sono divise per presidiare i territori con il “benestare” delle famiglie della città. In particolare, i gamorreani controllano l’astroporto in territorio klatooiniano, Black Krrsantan è in centro città in territorio trandoshano (scelta sicuramente non casuale visti i trascorsi), mentre la mod gang è nel distretto operaio nel quartiere degli Aqualish.

    Il confronto tra Boba e Cad in The Book of Boba Fett

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    Cad Bane in The Book of Boba Fett

    Poco dopo, avviene finalmente il primo confronto tra Cad Bane e Boba Fett. Per stanarlo e spingerlo ad attaccare, il primo lo raggiunge alle rovine del Rifugio e lo provoca. I due si stuzzicano a vicenda, e nel discorso Cad utilizza il modo di dire “il quacta che dà del viscido allo stifling”, lo stesso che aveva utilizzato Boba con Koska Reeves e Bo-Katan nella 2×08 di The Mandalorian. Per farlo cedere, Bane gli rivela che fu il Sindacato Pyke ad annientare i Tusken, ma nonostante questo Boba non cede.

    Come ultima provocazione, Cad Bane gli dice di essersi rammollito, ma Boba risponde a tono. In questo caso il personaggio dimostra un autocontrollo funzionale alla situazione, nonostante i tanti trascorsi tra i due, che torneranno ovviamente dopo nello scontro finale.

    Comincia la tempesta in The Book of Boba Fett

    boba fett din djarin vs pyke
    Boba e Din contro i Pyke

    Come tutti avevamo immaginato, i gotra di Mos Espa tradiscono Boba Fett e attaccano i suoi collaboratori. Mentre infuriano i primi combattimenti, Fennec decide di risolvere la situazione alla radice andando nel luogo in cui operano i pyke. Finalmente il maggiordomo si rende utile, rivelando che essi operano all’Ufficio osservatori del deserto su Mos Eisley. Questo luogo è stato citato per la prima volta nel gioco di ruolo “Secrets of Mos Eisley“, apparso nel settimo numero della rivista Star Wars Gamer nel 2001; una chicca davvero particolare. Nella scena è presente anche il droide 8D8.

    Mentre Fennec dà manforte alla mod gang, Din Djarin non lascia solo Boba Fett e segue strenuamente i dettami del Credo; interessante anche la considerazione di quest’ultimo in merito alle credenze di Din e della sua gente, ulteriore elemento che ci permette di inquadrare la Via come un dettame non rispettato da tutti (cosa che ancor oggi genera molta confusione tra i fan).

    I due si trovano in stallo e sotto scacco dei pyke, e servirebbe un diversivo. A fornirlo è il maggiordomo twi’lek, che a sua insaputa si rende finalmente utile a qualcosa. Egli propone di utilizzare le sue doti da diplomatico, apprese all’Accademia su Coruscant. Ovviamente non si riferisce all’Accademia Imperiale Reale (dove si diplomavano i più alti ufficiali dell’Impero), ma probabilmente a qualche altro istituto.

    Il twi’lek esce quindi per notificare la resa ai Pyke, scoprendo invece che Boba Fett voleva solo distrarli per attaccarli. Nel cercare di ingraziarsi i nemici, egli si lascia andare ad una marea di complimenti ad Oba Diah, pianeta d’origine dei Pyke. Poco dopo, Boba e Din finalmente partono all’attacco, utilizzando i loro jetpack: una scena fantastica in cui i due eliminano molti nemici. Il loro grande numero però rischia di sopraffarli, e quando sembra tutto perduto i cittadini di Freetown accorrono in loro aiuto.

    Un’arma segreta

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    Un droide annientatore Scorpenek

    Tutti gli alleati di Boba Fett, non senza difficoltà, riescono a riunirsi, e proprio quando sembra mettersi tutto per il verso giusto i Pyke sfoderano un’altra arma: i droidi annientatori Scorpenek. Questi particolari droidi fanno la loro prima apparizione, ma hanno una storia lunga in Star Wars. Menzionati per la prima volta nella guida The New Essential Guide to Droids, compaiono anche nel The Art of Star Wars Episode II: Attack of the Clones. Molto simili ai più conosciuti Droidekas, fanno quindi il loro debutto nel canone e in un opera audiovisiva.

    Anche gli Scorpenek sono dotati di potenti scudi deflettori, e a nulla servono i colpi di blaster, le bombe, i lanciafiamme, la Darksaber o quant’altro. Chi ha visto The Clone Wars, in particolare il secondo episodio della quinta stagione, conosce bene come superarli: utilizzare strumenti fisici, ma che penetrino gli scudi molto lentamente (ecco perché neanche i colpi veloci con armi fisiche, come scopriremo più avanti, funzionano). Ovviamente nessuno dei protagonisti lo sa, e perciò sembrano davvero impenetrabili.

    Ricongiungimento

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    Grogu e Din Djarin si ricongiungono

    Nel bel mezzo del marasma, mentre Din Djarin corre cercando di guadagnare tempo (Boba Fett intanto era tornato a Palazzo) si imbatte in Peli Motto, che è arrivata su Mos Espa a bordo di un Richshaw, particolare risciò che abbiamo visto per la prima volta in Episodio II. Ella era lì proprio per avvisare Din del ritorno del piccolo; il loro ricongiungimento è davvero commovente, con Grogu che gli salta in braccio e Din che si accorge che indossa la cotta di maglia. Anche noi fan tiriamo un sospiro di sollievo per la sua scelta, poiché l’alternativa (almeno in questo momento storico) avrebbe dato parecchie problematiche al canone, soprattutto per le questioni di Luke e successivamente di Ben Solo, che rimane quindi ufficialmente il suo primo vero allievo.

    Arrivano i rinforzi

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    Boba Fett in groppa al rancor

    Boba Fett torna alla carica con due rinforzi, uno inizialmente “nascosto” e l’altro decisamente più vistoso. Il primo è il bastone gaderffii che utilizzerà successivamente, il secondo è il cucciolo di rancor che finalmente può scatenarsi. Vedere Boba cavalcarlo è libidine pura, e le scene d’azione in cui la creatura si scatena contro i droidi Scorpenek sono fantastiche. Dopo essere stato indebolito dalla ferocia del Rancor, uno dei droidi viene abbattuto da Grogu con la Forza; in questa scena egli ci mostra un primo assaggio di quanto imparato da Luke.

    Il rancor abbatte i droidi come mosche, e perciò ad un certo punto interviene Cad Bane, che riesce a disarcionare Boba e a farlo cadere. Il cucciolo ora è senza briglie e senza freni, e scatena tutto il suo potenziale distruttivo. Nel frattempo, sta per cominciare lo scontro finale tra Boba e Cad.

    Ultimo scontro

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    Boba Fett contro Cad Bane

    Questo ultimo confronto è ricco di riferimenti al passato dei due personaggi. Chi ha visto le serie animate, soprattutto The Clone Wars, sa da quanto tempo si conoscono. Come vi abbiamo spiegato anche in questo video, Cad addestrò Boba da giovane e i due si scontrarono (anche se quel duello avviene in un arco mai completato della serie). Perciò è fondamentale il passaggio in cui Cad gli chiese cosa ci avrebbe guadagnato da tutta la situazione. Il vecchio Boba non faceva nulla senza un profitto, e il duros lo sapeva bene.

    Ma questo è il nuovo Boba, che combatte per la sua gente. Dopo i rimandi al passato, di quando era ragazzino, i due si sfidano con i blaster e Cad Bane ha la meglio. Mentre Boba è a terra, il duros cita suo padre Jango e il suo retaggio da assassino, dando a Boba un’ultima lezione: bada solo a te stesso, il resto è debolezza. Ma proprio in quel momento, sfoderando il bastone gaderffii, riesce a sopraffare Cad e a sconfiggerlo. Una sequenza potente, una sconfitta che simboleggia il primeggiare della famiglia (in questo caso quella Tusken) sul singolo. Nella scena c’è un ulteriore indizio che ci rimanda al loro scontro mai trasmesso in The Clone Wars, che avevamo visto già in The Bad Batch: la placca metallica sulla testa di Bane.

    Se questo fosse un epilogo per Cad Bane (in Star Wars non si può mai dire) sarebbe perfetto. Il personaggio era già avanti con l’età, e aveva assolto in quel momento al suo scopo. Inoltre, ci sono tantissime possibilità di rivederlo in opere ambientate prima, in cui sarebbe anche molto più “in forma”.

    Domare il rancor

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    Grogu riesce a calmare il rancor

    Intanto, il rancor è ancora il libertà e sta mettendo a ferro e fuoco Mos Espa. Le citazioni a King Kong, con la classica arrampicata sul palazzo, solo palesi e calzanti. Din Djarin tenta in tutti i modi di fermarlo, ma la creatura sembra scatenata e fuori controllo. A calmarlo ci penserà il piccolo Grogu, che anche stavolta utilizza la Forza ma non per attaccare bensì per ammansirlo. Questo peculiare modo di connettersi alla creatura ricorda molto la stessa propensione di Ezra Bridger in Rebels, che riesce a creare una connessione con le creature viventi (fondamentale quella con i Purrgil).

    Fine della guerra

    Mentre su Mos Espa lo scontro volge al termine, a mettere la parola fine alla guerra con i Pyke ci pensa Fennec Shand, nel suo stile da maestra assassina. Magistrale infatti la sequenza in cui elimina furtivamente tutti gli esponenti delle famiglie di Mos Espa, il capo dei Pyke sul pianeta (che non è ovviamente il capo assoluto del Sindacato) e il sindaco Moz Shaiz.

    La scena si sposta poi poco nel futuro, mentre droidi e abitanti ricostruiscono Mos Espa dopo la battaglia. Boba e Fennec passeggiano per le strade, e finalmente tutti portano rispetto al daimyo che li aveva protetti. I due incontrano i loro collaboratori Black Krrsantan, Drash e Skad, e con una simpatica scenetta con dei meiloorun si chiudono per il momento le loro vicende.

    Intanto, Din e Grogu prendono il volo verso nuove avventure (e verso la terza stagione di The Mandalorian). Il piccolo ovviamente, come tutti immaginavamo, è nel posto che gli spettava sullo Starfighter N-1, e torna a giocare e viaggiare con Din, la sua famiglia.

    La scena post credits di The Book of Boba Fett

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    Cobb Vanth nella vasca di bacta

    Come per la seconda stagione di The Mandalorian, anche nel finale di The Book of Boba Fett c’è una scena post credits. In particolare, vediamo Cobb Vanth nella vasca di bacta (segno che è sopravvissuto), mentre il modificatore visto nel quarto episodio si appresta a fare un lavoro simile a quello compiuto con Fennec Shand. Indizio che ci permette di capire che rivedremo i personaggi, anche se le loro storie su Tatooine sembrano concluse.

    Che ne pensate degli easter egg e dei riferimenti di “In nome dell’Onore”? Ditecelo come sempre nei commenti! In quest’altro articolo trovate la recensione della puntata. Continuate a seguirci anche su FacebookYouTubeInstagram TwitterVi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars. 

    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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