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    The Bad Batch: la recensione dell’undicesimo episodio!

    Impressioni a caldo...

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    Dopo un passaggio a vuoto, ritorna The Bad Batch con l’undicesima puntata della prima stagione. L’episodio si chiama Devil’s Deal, Patto col diavolo (qui la nostra analisi di easter egg e riferimenti), ed è veramente qualcosa di inaspettato. Questa è la nostra recensione, come sempre prima senza e poi con spoiler…

    Un bellissimo ritorno

    Purtroppo, è praticamente impossibile parlare di questa puntata senza fare spoiler. Tutto ruota attorno a un amatissimo personaggio di Rebels (o meglio, più di uno) e solo questo fa annebbiare il giudizio sull’episodio. Devil’s Deal è la conferma che The Bad Batch può essere davvero una serie in grado di connettere diverse opere, ma al tempo stesso ci dice che proprio per questo motivo ha difficoltà ad avere un’identità ben definita. Detto questo, rivedere certi personaggi fa comunque un effetto notevole, e la puntata è sviluppata molto bene, con punte emotive elevate.

    Devil’s Deal, per certi aspetti, può essere considerata la controparte della prima puntata. Si vede, infatti, una origin story di un personaggio di Rebels e di come ci sia finita in mezzo la Bad Batch. In realtà, l’episodio ha un finale abbastanza aperto, e speriamo di vederne la prosecuzione nelle prossime settimane. Il ritorno di personaggi ben noti al pubblico, per fortuna, è gestito molto bene nella narrazione, e solo questo rende Devil’s Deal una puntata riuscita. Prosegue anche bene il racconto dell’espansione dell’impero, che già avevamo avuto modo di apprezzare in passato.

    Resta solo un grande dubbio, e, ancora una volta, è proprio la Bad Batch. In questa puntata sembra che sia solo un tramite, un veicolo per mostrarci qualcos’altro (e il loro ruolo è alquanto limitato). Speriamo che in futuro questa cosa cambi, perché per tirare avanti la serie c’è bisogno di avere dei protagonisti forti, non solo di cameo di personaggi della saga che tengono alta l’attenzione. In ogni caso, Devil’s Deal, dopo la delusione della scorsa settimana, è un nettissimo passo in avanti. Adesso parliamo di spoiler, quindi chi non ha visto la puntata si fermi qui!

    The Bad Batch e Rebels

    ryloth the bad batch
    Abitanti di Ryloth

    ATTENZIONE SPOILER UNDICESIMA PUNTATA DI THE BAD BATCH!

    Non giriamoci troppo intorno. Il personaggio di cui si parlava è Hera Syndulla, e vediamo con lei anche il meraviglioso Chopper. La puntata si svolge su Ryloth, dove Rampart ha stabilito una presenza imperiale forte. Qui il padre di Hera, Cham, deve piegarsi alla volontà del senatore Taa, che vede nell’impero l’unica possibilità di salvezza, mentre il popolo vorrebbe ancora combattere. Gli abitanti di Ryloth sono costretti a consegnare le loro armi ma Gobi, con l’aiuto di Hera, cerca un modo per mettere in piedi un arsenale clandestino. Qui entra in gioco la Bad Batch: Gobi contatta Cid per avere le armi, e la Bad Batch viene a consegnarle.

    Si consuma qui l’unica scena della Bad Batch in tutta la puntata. Omega ha un bello scambio con Hera, ma, consegnate le armi, la Clone Force 99 riparte. Ritorniamo quindi su Ryloth, dove Crosshair ha localizzato Gobi e Hera, e fa schiantare la loro nave. Le armi vengono trovate, l’impero arresta Gobi e Hera. Cham può solo provare a liberare sua figlia con la forza e, dopo una bella sequenza d’azione, alla fine ci riesce. Purtroppo, però, l’impero ha ancora il coltello dalla parte del manico. Rampart ordina a Crosshair di colpire il senatore Taa, e poi incolpa proprio Cham del suo tentato omicidio, che viene arrestato insieme alla moglie. Hera, però, è riuscita a scappare insieme a Chopper e su lei in fuga si chiude la puntata.

    Insomma, The Bad Batch continua il suo confronto con le altre serie animate di Star Wars, e stavolta lo fa con Rebels. L’idea di mostrare questo periodo della vita di Hera è intelligente, perché non se ne sa molto e perché permette di mostrare anche un pezzo di storia di Ryloth. Ovviamente, poi, la componente emotiva (o effetto nostalgia, chiamatelo come volete) è il punto forte di Devil’s Deal. Perché rivedere Hera con Chopper al suo fianco è meraviglioso, come Luke e R2 in The Mandalorian. Da una parte può essere considerato fan service, ma fortunatamente l’episodio è costruito bene e quella sensazione sparisce subito, anche perché, come abbiamo detto, affronta un periodo inesplorato della vita di Hera.

    Genesi di una pilota

    Hera e Cham

    In Star Wars ne abbiamo visti di giovani che vogliono diventare piloti. E qui, chiaramente, questo tema ritorna in Hera, che guarda speranzosa lo spazio sperando un giorno di vivere in un’astronave. Non ha idea di come questo suo desiderio si avvererà. Il confronto con Omega è quindi molto poetico, delicato. Allo stesso modo, è interessante il rapporto tra Hera e il padre. Cham vuole proteggere Hera impedendole di andare dietro a Gobi, anche se sa che la figlia sta agendo a fin di bene. “Non voglio che tu faccia la vita che ho fatto io”, le dice in un commovente scambio.

    Il pregio di Devil’s Deal è quello di approfondire personaggi conosciuti e di dargli spessore. Il difetto è che, ancora una volta, non vengono approfonditi i protagonisti della serie. Anzi, Hera acquista tridimensionalità rapidamente nell’arco della singola puntata, cosa che non è riuscita su Wrecker o Tech in undici episodi. La sensazione è che la Bad Batch sia solo una funzione all’interno della narrazione, un espediente per mostrarci altro, e questo va bene fino a un certo punto.

    Comunque, Devil’s Deal segna un miglioramento rispetto agli ultimi episodi e soprattutto apre bene la strada verso le prossime puntate, che speriamo vadano verso un climax narrativo forte. E poi, insomma, c’è Chopper: l’episodio è già da dieci per questo motivo.

    Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuta la puntata? Fatecelo sapere nei commenti! Qui trovate tutti i riferimenti e gli easter egg dell’episodio. Continuate a seguirci, anche su Facebook, YouTube, Instagram e Twitter! Vi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars.

    Giorgio Nicolai
    Studente di cinema e aspirante sceneggiatore, grazie a Star Wars ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo, con la speranza, un giorno, di entrarci. La strada è dura, ma per fortuna ci sono gli insegnamenti di Obi Wan e di Yoda a guidarmi: fare o non fare, non c'è provare!

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