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    The Bad Batch 2: tutti i riferimenti e gli easter egg dell’ottavo episodio!

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    Dopo l’analisi del settimo, arriva anche quella dedicata all’ottavo episodio di The Bad Batch 2, intitolato Truth & Consequences”, “Verità e Conseguenze”, che chiude questo mid-season ricco di emozioni e grandi tematiche. Ovviamente anche questa puntata è colma di riferimenti ed easter egg, che trovate tutti di seguito!

    The Bad Batch 2×08: una nuova importante missione

    rex the bad batch 2x08
    Rex assolda la Bad Batch

    L’ottavo episodio di The Bad Batch 2 si apre su Ord Mantell, dove la Clone Force 99 si trova all’interno della Marauder. Omega sta meditando, cosa che le ha insegnato a fare Gungi, e parlando con Echo quest’ultimo dice che la solitudine non gli piaceva dopo la terribile esperienza su Skako Minor, da dove come ricorderete era stato liberato nella settima stagione di The Clone Wars. I nostri ricevono una chiamata da Rex, che chiede il loro aiuto per una missione su Coruscant. Poiché l’Impero li credeva morti, sarebbe stato più semplice intrufolarsi nella capitale imperiale, soprattutto perché si trattava di una missione di copertura. Ovviamente, in base all’episodio precedente, sappiamo bene quali dati dovranno trasferire.

    La squadra raggiunge così la capitale, approdando al garage delle sorelle Martez al livello 1313 di Coruscant, e fa la conoscenza della senatrice Riyo Chuchi. Dopo aver visionato il corpo del clone assassino, misteriosamente sprovvisto di identificativo, i nostri vengono avvertiti del fatto che l’unico modo per far trapelare la verità era quello di recuperare la copia dei dati del bombardamento di Kamino fatta da Slip. Quest’ultima si trovava all’interno del Venator di Rampart, posizionato nell’arsenale imperiale dove a detta di Rex lo stavano potenziando. E’ probabile che qui, come in tanti altri cantieri (quelli ad esempio di Kuat, Corellia, Ringo Vinda, Fondor, ecc.) stesse avvenendo il passaggio tra Venator Repubblicani e Star Destroyer imperiali.

    Seguire il denaro

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    Bail Organa nell’episodio

    Purtroppo il tempo stringe, poiché il giorno successivo si sarebbe votato per la Legge di Reclutamento della Difesa. Mentre la squadra procede con l’infiltrazione, Omega affianca la senatrice nelle ore cruciali prima del voto. La ragazza fa quindi visita al Senato, dove scopre che moltissime popolazioni della galassia avevano delegati e rappresentati; tutti tranne i cloni, che erano stati sempre visti solo come risorse militari. E questo, soprattutto dopo la fine della guerra, è quello che la senatrice Chuchi vorrebbe cambiare. Ed è uno dei perni narrativi fondamentali di questa serie.

    Successivamente le due incontrano Bail Organa, che consiglia alla senatrice di parlare con Halle Burtoni. Come ricorderete, questa ex-senatrice di Kamino era apparsa in molti episodi di The Clone Wars ed era Membro del Comitato Finanziario della Difesa. Prima di andarsene Organa consiglia a Chuchi di “seguire il denaro”, poiché lasciava sempre una traccia. Il concetto di “Follow the money” è molto popolare nelle inchieste statunitensi sulla politica, divenuto di uso comune sin dal film “Tutti gli uomini del Presidente” del 1976. Inoltre, questo concetto era anche fondamentale per una grandissima personalità italiana, quella di Giovanni Falcone, che capì di dover seguire i flussi di denaro per ricostruire i business mafiosi.

    Quando incontra la Burtoni, Chuchi arriva subito al sodo chiedendole che fine avessero fatto i fondi per le strutture di clonazione, tutti dirottati nel corso di quell’anno (il 19 BBY, primo anno dell’egemonia imperiale). L’ex senatrice kaminoana però vuole proteggere se stessa e i suoi interessi, dicendo che non le importa di quanto accaduto su Kamino. Sarà lo sfogo di Omega a farla aprire, dato che successivamente ammetterà che era stato Rampart a dirottare quei fondi. Ma dirà anche che l’Ammiraglio era solo una pedina, e che la sua testimonianza non sarebbe servita a nulla. Ci voleva, a suo dire, una prova schiacciante.

    Raccogliere le prove

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    Il Venator di Rampart

    E infatti subito dopo la scena si sposta al cantiere in cui è parcheggiato il Venator, all’interno del quale si sta intrufolando la Clone Force 99 insieme a Rex. Mentre i nostri aggirano le difese imperiali, è interessante soffermarsi su un dialogo tra Rex ed Echo, dove il primo dice che su Coruscant stava cercando di reclutare per la causa cloni scontenti dall’Impero. Un concetto che sarà importante nel finale e per gli episodi successivi.

    I nostri riescono ad entrare nel Venator, ma per recuperare la copia dovranno deviare la corrente, rivelando quindi la violazione alla sicurezza. Cominciano così delle sequenze d’azione in cui la squadra dovrà vedersela sia con i cloni imperiali sull’incrociatore che con quelli in volo a bordo dei V-Wing, i predecessori dei TIE Fighter. Dopo aver addirittura destabilizzato la posizione dell’incrociatore, attivando i motori, la Clone Force 99 fugge attraverso una capsula di salvataggio, espellendole tutte per confondere gli imperiali e dileguarsi da dove erano venuti.

    Verità e conseguenze

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    Entra in scena l’Imperatore

    Nel frattempo, mentre in Senato sta per cominciare il voto alla Legge, la senatrice Chuchi si oppone a Rampart con la testimonianza di Halle Burtoni e i fondi kaminoani dirottati. Ella dichiara che questo dirottamento è cominciato mesi prima del disastro di Tipoca City, e che era stato proprio Rampart ad architettarlo. Ovviamente si tratta di accuse pesantissime, che infatti indignano gli altri rappresentati in Senato. La senatrice Chuchi è in attesa che arrivi la prova schiacciante, che finalmente arriva: tutti i membri del Senato osservano con i loro occhi i bombardamenti su Tipoca City.

    Proprio in quel momento irrompe all’interno della seduta l’Imperatore Palpatine, che con un colpo da maestro dei suoi fa ricadere tutta la colpa su Rampart e lo fa arrestare dalla Guardia di Coruscant, il corpo di shock troopers d’elite della capitale. Ma il bello viene successivamente: come solo lui sa fare, tramite il suo discorso ringrazia la senatrice Chuchi per aver smascherato Rampart e soprattutto ribalta la situazione a suo favore, dicendo che Rampart si era fatto aiutare ciecamente dai cloni al suo servizio. Per questo c’era bisogno di un cambiamento che garantisse sicurezza: la nascita ufficiale di soldati imperiali, gli “imperial stormtroopers”.

    Sfruttando una situazione di svantaggio, Palpatine aveva praticamente spianato la strada alla Legge che avrebbe ufficialmente previsto la dismissione dei cloni a favore di soldati volontari, trovando un capro espiatorio per distrarre il senato dalle questioni di Kamino. Questo dialogo non è solo l’essenza della sua arte nelle macchinazioni (che gli aveva permesso di diventare Imperatore) ma anche e soprattutto il fulcro della tematica più importante di The Bad Batch.

    Periodo buio per i cloni

    the bad batch 2x08 echo
    Echo e Omega si salutano

    Poco dopo Rex, la squadra e la senatrice Chuchi riflettono proprio su quanto Palpatine fosse stato sempre un passo avanti a tutti non solo durante la Guerra, ma anche e soprattutto ora. Da quel momento in poi i cloni sarebbero stati molto più vulnerabili, e come già si poteva evincere sia dal loro dialogo precedente e sia soprattutto dal pensiero di Echo, quest’ultimo decide di unirsi a Rex per difendere i cloni e fare fronte unito.

    Sapevamo che le aspirazioni di Echo avevano sempre cozzato con “l’immobilità” della squadra al servizio di Cid, e ora egli prende questa decisione. Che viene condivisa da tutti tranne che da Omega, ovviamente scossa per quest’ulteriore separazione. Un momento davvero struggente tra i due, che conclude quest’intenso ottavo episodio di The Bad Batch. Cosa ne pensate di questa puntata? Fatecelo sapere nei commenti! E continuate a seguirci, anche su FacebookYouTubeInstagram TwitterVi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars.

    Gaetano Vitulano
    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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