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    Star Wars: Outlaws, le scelte influenzeranno l’esperienza di gioco ma il finale sarà unico

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    E’ dai tempi del mai realizzato Star Wars 1313 che i fan sognano e attendono un videogioco immersivo nel sottobosco criminale della galassia. E quest’attesa sembra essere quasi terminata: spostando l’attenzione dal conflitto tra Imperiali e Ribelli, Outlaws si concentra sul mondo criminale di Star Wars, mettendoci nei polverosi panni della fuorilegge incallita Kay Vess, una persona che non si preoccupa del destino della galassia ed è più interessata al suo prossimo guadagno. Di recente il direttore creativo di Ubisoft è tornato a parlare del titolo, in merito alle scelte e a come queste faranno mutare la nostra reputazione, ma non il finale. Vediamo di seguito le sue parole!

    Le scelte e la reputazione

    kay star wars outlaws videogioco
    Kay alle prese con criminali e imperiali corrotti

    Sappiamo che la storia della furfante dell’Orlo Esterno Kay Vess si svolge tra L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi, e la cosa interessante è il modo in cui la reputazione influenzerà la nostra esperienza negli “angoli più iconici della galassia” e in quelle “località nuove ed esotiche”.

    Il direttore creativo di Ubisoft Massive, Julian Gerighty, afferma in un’intervista per Gamesradar.com che la reputazione è un modo in cui Star Wars Outlaws permette ai giocatori di trovare sfumature in una storia concentrata e ben scritta. “Come furfante si vive e si muore in base alla propria reputazione, il che significa che Kay dovrà navigare nella malavita e nelle sue varie organizzazioni criminali, facendo scelte che avranno un impatto sulla sua reputazione, sulla sua esperienza e sul suo supporto nel corso del gioco”. In breve, sembra che entrare nelle grazie di una certa fazione possa farvi guadagnare l’ira di un’altra, dimostrando che nessuna buona azione o piccolo crimine nella galassia lontana lontana rimarrà impunito in questo prossimo gioco di Star Wars.

    Finale univoco per Outlaws

    star wars outlaws trailer gameplay
    I protagonisti di Star Wars Outlaws

    È bello vedere che Ubisoft Massive vuole fare della notorietà e della reputazione una parte sostanziale della narrazione del gioco. Se sarà fatto bene, Star Wars Outlaws potrebbe essere destinato ad unirsi ai grandi titoli in cui è presente una storia ben scritta, solida ma dinamica e mutevole allo stesso tempo, anche se la narrazione è diretta in una direzione specifica.

    Ubisoft è stata chiara a questo proposito; proprio come Star Wars Jedi: Fallen Order e Star Wars Jedi: Survivor di Respawn, lo studio ha confermato che Star Wars Outlaws avrà un solo finale univoco per la sua aderenza al canone del franchise.

    Cosa comporterà il sistema di reputazione

    star wars outlaws kay e ND-5
    Kay e il droide ND-5

    Il sistema di reputazione descritto da Gerighty aggiunge valori condizionali alle missioni e alle aree a cui si ha accesso in un determinato momento. “Una buona reputazione può portare ad alcune delle opportunità più redditizie”, dice Gerighty, “mentre una cattiva reputazione può portare [Kay Vess] ad affrontare l’ira di un sindacato che le dà la caccia.

    Pensiamo ad esempio a Bully del 2006, in cui aiutare le bande rivali del cortile della scuola ti faceva guadagnare o perdere il rispetto a seconda del nemico giurato di ogni cricca. Portate ora questo concetto ai vari Sindacati Criminali di Star Wars: potremmo finalmente vivere intensamente le diverse situazioni delle organizzazioni criminali, le loro rivalità e alleanze. Tramite Kay vedremo come il rapporto con una di esse possa influenzare il suo allineamento.

    In quanto furfante e fuorilegge, sarà interessante vedere come si evolverà il sistema dei “ricercati” del gioco. Fino a che punto le bande spaziali le daranno la caccia attraverso la galassia? L’ambientazione e l’ubicazione sono ingranaggi importanti nella macchina narrativa di Star Wars Outlaws, e con tanti signori del crimine che si aggirano nel ventre oscuro dell’Orlo Esterno, il nostro viaggio ci porterà a girare per i vari pianeti per incontrarli tutti.

    Le varie ambientazioni di Outlaws

    star wars outlaws walkthrough
    Kay nel walkthrough di Outlaws

    L’universo di Star Wars è diventato incredibilmente vasto, quindi Gerighty dice che è stato fondamentale essere selettivi nell’ambientazione delle scene. “Ciascuna delle location presenti in Star Wars Outlaws è fondamentale per la storia di Kay, che è stata il punto di partenza”, spiega. “Poi abbiamo valutato le location in base ai loro temi e alle opportunità di gioco che presentavano, assicurandoci che ognuna di esse avesse un mondo sotterraneo forte e fiorente, in grado di offrire situazioni uniche e interessanti per un nuovo fuorilegge come Kay”.

    “Da Tatooine, che è l’alveare definitivo della feccia e della malvagità e la casa di Jabba the Hutt, a Toshara, una nuova luna creata appositamente per la storia di Kay, ogni luogo offrirà ai giocatori esperienze, biomi e storie uniche”, spiega Gerighty, che parla di come il sistema di reputazione vada di pari passo con la narrazione specifica di Massive. Tutto ciò sembra dare un maggiore senso di profondità e di immersione, sia che si esplorino territori già noti, sia che se ne esplorino di nuovi, creati appositamente per questo titolo.

    Anche se le scelte non porteranno ad un finale multiplo, garantiranno sicuramente la libertà di giocare a modo proprio in una serie di luoghi e ambientazioni uniche. Star Wars Outlaws sembra promettere proprio questo: Kay può essere un’onorevole canaglia o una minaccia assoluta in fuga da tutti i sindacati della città, e la decisione spetterà al giocatore quando il gioco sarà lanciato quest’anno. Il titolo dovrebbe essere rilasciato nella seconda metà del 2024.

    Cosa ne pensate di queste possibilità? Ditecelo come sempre nei commenti! E continuate a seguirci anche su FacebookYouTubeTik TokInstagram e Twitter per rimanere aggiornati sulle offerte e tutte le novità di Star Wars.

    Fonte

    Gaetano Vitulano
    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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