Il 4 Maggio è una ricorrenza che ogni fan di Star Wars conosce bene, ovvero lo Star Wars Day. Una giornata interamente dedicata alla nostra saga preferita e all’universo della Galassia lontana lontana. Come ogni anno ci saranno piccoli e grandi eventi anche in Italia; oggi vi parliamo di uno di quelli che reputiamo più interessante, ovvero una mostra particolare che si terrà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli proprio a partire dal prossimo 4 Maggio.

La mostra avrà come temi principali Star Wars e la mitologia greca: in particolare creerà un bellissimo e affascinante connubio tra i personaggi della saga e quelli della storia e della mitologia greca. Vediamo tutto nel dettaglio.

La mostra a Napoli

mostra star wars a napoli
Napoli si prepara alla mostra dedicata a Star Wars.
Da: Napolike

Come detto, il MANN ospiterà questo particolare evento dal 4 Maggio al 31 Luglio 2018. La mostra, chiamata MANNHERO (gli eroi del mito dall’antichità a Star Wars), è stata ideata dal direttore Paolo Giulierini e curata da Ciro Sapone (con la direzione scientifica dell’archeologo Mario Grimaldi). Essa legherà i personaggi e le trame create da George Lucas con le storie e i miti dei grandi protagonisti della mitologia greca. Attraverso una serie di creazioni digitali, le più belle sculture del Museo Archeologico sono associate ai protagonisti di Star Wars e alla loro filosofia eroica. Si va, ad esempio, dall’Ercole Farnese (paragonato a Darth Vader), ad Athena (la cui statua è ricreata con una picca laser della guardia dell’imperatore Palpatine), fino ad Atlante (che sorregge la Morte Nera) e tanti altri.

In tutto l’exhibit comprende cento oggetti, molti dei quali provenienti dai depositi del museo. Nel video-promo della mostra, che potete vedere in basso, si nota anche una ricostruzione 3D delle sale della Reggia di Caserta, partner dell’iniziativa nonché location degli allestimenti (dal 5 maggio). La Reggia, come vi abbiamo parlato in un altro articolo, è stata anche sede delle riprese della saga, per gli episodi I e II.

Fonte: La Repubblica