Quando Star Wars: Battlefront venne annunciato più di due anni fa, il mondo dei fan e dei videogiocatori fu letteralmente scosso da un lungo torpore. L’acquisizione della Disney non aveva solamente dato una scossa alla filmografia e alle opere narrative, ma anche al mondo videoludico legato a Star Wars. Qualcuno pensò che fosse una pesante responsabilità ritornare, dopo tanto riconoscimento preso da critica e pubblico, al brand di Battlefront, ma era una scelta condivisibile.

Quando venne rivelato l’aspetto tecnico del titolo, i miei occhi ebbero un sussulto di piacere, nel vedere quali meraviglie riusciva a compiere il bellissimo motore grafico Frostbite, unito alle più iconiche ambientazioni della saga. Meritavamo tanta bellezza?

Volare con i piedi per terra

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Star Wars: Battlefront

Se da una parte l’audio e il video donavano costanti gioie, dall’altro una sensazione di mancanza pervadeva qualsiasi fan che a quel fatidico day-one acquistò il titolo. Bellissime battaglie in multiplayer con tanti giocatori in contemporanea, tante modalità interessanti da testare, combattimenti con navi spaziali, veicoli iconici ed eroi da usare. Si, tutto bello, se non che sembrava stessimo giocando ad una beta o una demo. Già, perché quello che c’era era decisamente poco. Una bruttissima sensazione di incompletezza era ciò che portava la non presenza di contenuti provenienti dall’allora prossimo alle sale Il Risveglio della Forza. Ma più di tutto era forte la nostalgia dalla trilogia prequel. Quando hai un budget enorme e la possibilità di sfruttare appieno una licenza come quella di Star Wars non ti è permesso ignorare una così larga fetta di contenuti.

A maggior ragione considerando che nel decennio scorso, questa esatta operazione venne fatta su old gen. Insomma, le scuse della EA erano veramente poche, e anche a poco sono valse le aggiunte con i DLC (neanche economici) successivi all’uscita del gioco. Belli comunque sia La Morte Nera che Rogue One; ma nonostante tutto, il vuoto non è stato certamente colmato.

La tragica deriva multiplayer

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Le battaglie aeree ci sono, ma non nello spazio, a meno che non siate disposti a comprarvi il DLC Morte Nera.

In fin dei conti, pur con i pochi contenuti che possiede, Battlefront rimane un gioco godibile e divertente. Una spensierata ed allegra sparatoria nella galassia lontana lontana. Ma Star Wars, lo sappiamo tutti, è molto più di questo. Oltre agli esotici pianeti e alle strane tecnologie, ciò che ha reso maggiormente famosa questa saga sono le storie ed i protagonisti leggendari che le popolano. Eppure Battlefront non racconta nessuna storia.

Mette letteralmente i brividi che nel mondo videoludico odierno sia diventata una cosa accettabile l’escludere da un titolo tripla A la presenza del comparto singleplayer. Le campagne lunghe ore che ti immergevano in una storia sensazionale sono andate irrimediabilmente perdute, pensai. Per fortuna, le proteste si sono levate a gran voce e con il secondo capitolo di Battlefront tornerà questa modalità con una nuova ed inedita storia assolutamente canonica.

Rimane comunque la sensazione che EA ci abbia presi tutti per i fondelli con il primo Battlefront. Una operazione nostalgia con una grande grafica, ma nulla di più. Mi sentirei di definire così il primo Battlefront, come mi sentirei di definire un furto i più di 60 euro richiesti inizialmente per portarsi a casa il gioco. Oggi, per fortuna, conviene comprarlo, grazie all’abbassamento di prezzo dovuto all’uscita del nuovo capitolo. Attendiamo con ansia Battlefront II dunque, nella speranza di avere tra le mani finalmente un gioco completo che ci doni quel senso di appagamento che ogni fan di Star Wars merita.

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Generale
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Laureato in Ingegneria Civile e Ambientale, amante della fantascienza, dei videogiochi, e della pizza. "Il tempo è un’illusione. L’ora di pranzo è una doppia illusione." (cit.)