Ebbene sì, ne abbiamo sentite di tutti i colori negli ultimi anni su Star Wars. Ve ne posso dire una? La Disney che, a detta di alcuni, avrebbe acquisito la saga di Lucas per trasformarla in una mitragliata di cine-panettoni, di quelli con l’uvetta e i canditi che non piacciono a nessuno (o quasi), difficili da digerire e che magari (magari!) potremmo riciclare a qualche insopportabile parente.

Per dire. Ovvio che quando si parla di cinepanettone si parla di cinema, ovvio che si parla di film di Natale. Ma è anche vero che, quando sentiamo questa parola, non possiamo fare a meno di pensare a una certa tradizione di pellicole italiane, decisamente di consumo, una sorta di “usa e getta filmico“, di “una risata e via“, per non dire di peggio (Natale è ancora dietro l’angolo). Una fetta di panettone?

L’astinenza spaziale

riferimenti di star wars in aquaman
Temuera Morrison, Jango Fett in Star Wars, interpreta il padre di Aquaman

La verità è che i film di Star Wars fanno parte di un orizzonte troppo vasto, troppo importante, per diventare una serie insipida di balle spaziali (perdonerete la citazione, ma è troppo efficace in questa sede). Sono film studiati a fondo e cucinati con amore. Il loro sapore, poi, non è facile da scordare. Sarà per questo che puntualmente ne sentiamo la mancanza? Insomma, cinepanettone galattico o meno, il film di Star Wars a Natale ci voleva. Ma le vie della Forza, si sa, sono infinite. E la saga di Lucas è una di quelle dure a morire…

L’origine di un mito

Il Natale 2018 non ha avuto Star Wars, è vero, ma ha avuto Aquaman che, devo dire, mi ha piacevolmente stupito. Sarà perché accoglie la lezione de La Minaccia Fantasma e la fa sua, rielaborandola in maniera inaspettata?

Gli scenari subacquei, mozzafiato, riecheggiano un regno sommerso a noi noto. Per non parlare poi dei mostri marini, dei veicoli subacquei a forma di manta, di tutti quei memorabili scontri tra eserciti di umanoidi, dei duelli epici a colpi di spada las- …tridente.

Capite perché vi dico che c’è da sentirsi a casa? Aquaman ci inonda, letteralmente, di “Star Wars momentstraordinari, incredibili, pazzeschi, spropositati, eccitanti.

Voi sapete cosa intendo.

Tutto.
Situazioni.
Battaglie.
Dialoghi.

La rivincita di Episodio I 

fan contro il nuovo corso di star wars
Artwork di Episodio I, da walldevil.com

Il noto tormentone, tutto da ridere – quanto stiamo ridendo! -, nasconde a mio avviso una criticità reale. E se è certo che questa sentenza tragicomica sia tanto pretenziosa quanto infelice, è altrettanto certo che i punti di contatto tra Aquaman e la saga di Lucas, in particolare La Minaccia Fantasma, sono numerosi.

Tra gli altri, il giudizio negativo di gran parte della critica che mi riporta, inevitabilmente, ai tempi di Episodio I. Personalmente ho sempre guardato con sospetto ai detrattori di Episodio I (ordine machete, vade retro!): l’infanzia di Anakin è importante per dare un’impronta fatale, destinica, a tutta l’ascesa del Prescelto e alla sua tragica caduta.

La pellicola DC, insomma, instaura con La minaccia fantasma un dialogo speciale, fatto non solo di forme ma anche di nuclei di significato. Ironia della sorte, il legame è parso così stretto da accomunare perfino la sorte, il giudizio di queste due pellicole presso la critica.

Il fatto è che Aquaman, purtroppo da molti recensito molto male, è un film trash solo finché non lo si scandaglia in profondità: anche con Episodio I, in un passato non troppo passato, le cose andarono all’incirca così.

Ma chi come me è un fan affezionatissimo di Episodio I, non può che apprezzare la ripresa dei topoi della nascita prodigiosa, dell’infanzia densa di presagi, della giovinezza turbolenta di un eroe che fa a pugni con il proprio fato.

La Minaccia Fantasma, alla buon’ora, ha cominciato a fare scuola.

Buon 2019 a tutti!