Sembra che sia passata solo qualche ora, data la freschezza del dibattito, ma Star Wars: Gli Ultimi Jedi è nelle sale da già una settimana. Mentre il web dibatte accanitamente se la sceneggiatura e la regia di Rian Johnson siano degne di Kubrick o se anche il cugino che fa il montatore alla tv locale avrebbe fatto meglio; il regista sta rilasciando un sacco di dichiarazioni al riguardo di questo nuovo capitolo al cinema.

Dopo averci parlato di Phasma e Snoke, ora è il turno del personaggio di Rey e del finale, che a molti ha fatto storcere il naso. Prima di continuare vi consigliamo la nostra recensione assolutamente senza spoiler.

Questa cosa non andrà come tu pensi!

spot tv di star wars the last jedi
Rey in una scena di Episodio VIII, già vista nel trailer

Di qui in poi saranno presenti molti spoiler di The Last Jedi, dunque non continuate se ancora non avete visionato il film. In molti hanno avuto delle lamentele al riguardo della rivelazione delle origini della ragazza. Dopo il Risveglio della Forza nei forum e social era impazzato il totonomi riguardante chi avesse dato i natali a Rey o comunque quale fosse la sua linea di discendenza. Con un potere così grande da esprimere, tanti avevano pensato ad un legame con Palpatine oppure come essa fosse in realtà la figlia di Obi Wan, la figlia di Luke o la figlia perduta di Leia. Niente di tutto questo si è rivelato vero, considerando le parole di Kylo Ren durante il film. Rey è una figlia di nessuno, ovvero dei mercanti di rottami che hanno abbandonato la figlia su Jakku scambiandola per un qualche bene primario.

Come tante scelte, questa ha lasciato spiazzati i fan (cosa buona a nostro parere), dando una spiegazione, secondo alcuni, priva di mordente. Eppure, nella logica del film, questa rivelazione risulta sensata. Ciò che ha voluto esprimere Rian Johnson, anche grazie al finale, di cui parleremo più avanti, è che la Forza deve essere di tutti, e non appannaggio di un singolo ordine dalle stringenti regole.

Ricerca e sentimento

In ogni caso, durante un’intervista ad Entertaiment Weekly, il regista ha avuto modo di spendere due parole su questa rivelazione, utilizzando anche la scena degli specchi nella caverna su Ahch-To:

“In questa ricerca della propria identità, che è una sua cosa personale, scopre che ci sono varie versioni del “chi sono io” che si estendono all’infinito, tutte le possibili se stesse. Arriva alla fine cercando l’identità da qualcun’altro, cercando una risposta, ma lei è solamente se stessa.”

Il finale, visivamente molto potente, ha espresso a pieno il concetto precedentemente citato, mostrando un bambino, incoraggiato dalla leggenda di Luke, capace, attraverso la Forza, di attirare a se una scopa e guardare sognante il cielo stellato. Questa immagine ci vuole dire che nonostante Luke sia morto, nonostante l’Ultimo Jedi abbia dato il suo contributo finale alla galassia; il suo atto non è stato vano. Migliaia di giovani ragazzi sono stati ispirati dalle sue gesta, e non lasceranno che il lato chiaro della Forza si spenga, che siano Jedi o meno. Ecco le parole del regista in merito:

“Per me, questo mostra che, l’atto compiuto da Luke Skywalker, ovvero decidere di indossare il manto della leggenda dopo aver deciso che ciò era meglio per la galassia, aveva avuto conseguenze più profonde del salvare venti persone in una grotta. Ora la leggenda di Luke Skywalker si sta diffondendo. La speranza si è riaccesa nella galassia.”

“Non avrei potuto pensare ad un’immagine più evocativa della speranza di un bambino che sta giocando con il suo pupazzo di Luke Skywalker e che viene ispirato da quello a crescere, a vivere un’avventura e combattere per ciò che è giusto.”