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    Perché Thrawn non è un villain come gli altri

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    Tutti noi amiamo i villain di Star Wars, da Tarkin all’iconico Darth Vader, fino all’impareggiabile Palpatine. Ma oggi parliamo del più astuto stratega del franchise, il Grand’ Ammiraglio Thrawn. E soprattutto ci chiediamo: si può considerare davvero un villain?

    Thrawn, l’unico e inimitabile

    Mitth'raw'nuruodo
    Grand’ammiraglio Thrawn

    Una partita a carte

    All’interno dell’Impero i non umani non sono ben accetti, specialmente negli organi militari. Nonostante questo, Thrawn riesce a raggiungere il grado massimo della Marina imperiale. E non perché è un bravo combattente, all’Imperatore questo non interessa (l’Impero è pieno di ottimi combattenti), ma perché ha saputo giocarsi le sue carte egregiamente. La prima carta la cala, agli albori del suo “piano”, nascondendosi nella navetta imperiale, riuscendo così ad arrivare alla sala del trono davanti all’Imperatore; la seconda invece la gioca tenendosi stretto Eli Vanto come traduttore; ma davanti all’Imperatore i discorsi non bastano, ed ecco che Thrawn cala il suo jolly: Anakin Skywalker.

    Ora Thrawn può aprire la sua scala e da qui comincia la sua avventura: supera i ranghi imperiali con una velocità incredibile, da tenente a comandante in pochi anni, dagli scontri con Cigno Notturno fino alla battaglia di Lothal, il Grand’Ammiraglio ha chiuso tante partite e tutte vincendo, tranne l’ultima.

    Metodi non convenzionali

    Come ci è strato mostrato sin da subito in Rebels, Thrawn non usa gli stessi metodi degli altri ufficiali imperiali. Ad esempio: Thrawn sa che Kallus è la spia ribelle Fulcrum, nostante questo decide di aspettare; Tarkin probabilmente avrebbe torturato e massacrato la sua gente finché Kallus non avesse parlato, Vader lo avrebbe strangolato con la Forza, Thrawn invece lo usa come una pedina scoprendo dove si trova la base Chopper.

    Il Grand’Ammiraglio non sottovaluta mai i suoi nemici e crede che per sconfiggerli si debba sapere tutto di loro. Così studia l’arte, la storia e la cultura dei suoi nemici, per entrare nella loro mentalità e capire come agirebbero.

    Grazie al libro Thrawn: Alleanze sappiamo anche Thrawn era uno degli ufficiali a cui veniva riposta una lealtà grandissima: “Il grand’ammiraglio era intelligente e perspicace, ma non sfruttava mai le sue doti per mettersi in mostra o per umiliare qualcuno. Pretendeva risultati, ma mai la perfezione, e aveva pazienza infinita nei confronti di chi lavorava sodo mettendocela tutta. Thrawn ci teneva ai suoi sottoposti .[…] Non per questo, comunque, tollerava i pigri o i perditempo, o coloro ai quali semplicemente non dare il meglio per l’Impero. […] (I pesi morti) Venivano rispediti su Coruscant per finire davanti a la corte marziale. Il risultato era palpabile: un livello di lealtà che raramente Kimmund aveva visto al di fuori dei ranghi della sua Prima Legione.”

    Thrawn non è un villain

    Thrawn e Zahn
    Thrawn e il suo creatore, Timothy Zahn

    Ma Il Chiss a chi è leale in realtà? La lealtà di Thrawn infatti è divisa in due, poiché se da una parte è un Grand’Ammiraglio della Marina Imperiale, dall’altra è pur sempre Mitth’raw’nuruodo, un ufficiale della Flotta di Difesa Espansionistica Chiss. Thrawn è fedele all’Imperatore e questi lo usa per un progetto personale: espandere i confini dell’Impero alle regioni ignote, che Thrawn conosce molto bene. Ma il Grand’Ammiraglio è stato esiliato per compiere una missione in nome del popolo Chiss, cioè osservare dall’interno l’Impero e usare le forze di questo per sconfiggere i nemici dell’Ascendenza che incombono nelle regioni ignote.

    Nel romanzo Thrawn: Alleanze abbiamo un assaggio di tutto ciò, la lealtà del Chiss è spesso messa in discussione da Vader, il quale non è convinto che l’Ammiraglio sia fedele all’Impero, bensì al suo popolo. Thrawn cerca di convincere il signore oscuro più volte chiedendogli spesso di avere fiducia, e convincendolo che il popolo che stanno affrontando, ovvero i grysk, sono una minaccia anche per l’Impero.

    La missione

    Ma Thrawn è un guerriero e l’unica cosa che conta è la missione; certamente Thrawn ha massacrato i ribelli ma farlo significava essere leali all’Impero e quindi all’Imperatore. Avere la fiducia dell’Imperatore significava poter usare la potenza dell’Impero in tutto il suo splendore, e la missione del Chiss era proprio questa, mostrare fedeltà all’Impero per usare il potere di questo affinché potesse utilizzarlo per sconfiggere le minacce dell’Ascendenza Chiss. Il Grand’Ammiraglio inoltre non crede nel progetto della Morte Nera, e anzi propone lo sviluppo dei TIE Defender, dei caccia speciali dotati di scudi e iperguida, di cui persino Vader e il comandante Kimmund hanno riconosciuto l’efficienza.

    Thrawn quindi non è considerabile un villain “classico”. È un guerriero con una missione, così come furono i Jedi nelle guerre dei cloni. A breve dovrebbe essere annunciata la data d’uscita italiana del terzo romanzo della trilogia a lui dedicata, nel quale la sua lealtà sarà davvero messa alla prova! Nel frattempo, potete acquistare i primi due in basso:

    Cosa ne pensate del Grand’Ammiraglio? Credete ancora che possa essere considerato un villain? Ditecelo come sempre nei commenti! Continuate a seguirci anche su FacebookInstagram e Twittervi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars. 

    Pietro Borsi
    Studente del Liceo Classico, cinefilo ossessionato e aspirante Grand'Ammiraglio della Marina Imperiale.

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