Pensione anticipata 2026, se ti svegli presto la mattina puoi andarci subito: l’INPS lo ha già approvato

Pensione e orologio (Canva foto) - www.insolenzadir2d2.it
Chi svolge questo tipo di lavoro può ottenere la pensione nel 2026 con qualche anno di anticipo: scopri se spetta anche a te.
Svegliarsi presto al mattino, affrontare turni notturni o svolgere compiti fisicamente logoranti non è solo una sfida quotidiana: per alcuni lavoratori potrebbe rappresentare anche la chiave per andare in pensione prima del previsto. Il 2026 sembra essere l’anno della svolta per chi ha speso decenni in attività considerate gravose. Un’opportunità che non dipende solo dall’età, ma anche dal tipo di lavoro svolto e dalla puntualità nel presentare la domanda.
Si parla di una misura concreta, già approvata, che riguarda specifiche categorie di lavoratori e che coinvolge anche chi, grazie al cumulo contributivo, potrebbe rientrare nei criteri fissati dall’INPS.
L’accesso a questa possibilità non è automatico. È richiesta una procedura formale e precisa, con scadenze ben definite. Il fattore tempo, come spesso accade in materia previdenziale, diventa cruciale: non rispettare la tempistica può posticipare l’uscita dal lavoro anche di diversi mesi.
Il punto, però, non è solo il “quando” ma anche il “chi”. Non tutti possono ambire a questo traguardo, ed è proprio qui che si concentrano le principali novità. Alcune categorie professionali, spesso dimenticate, sono ora al centro dell’attenzione dell’INPS.
I requisiti da rispettare entro maggio 2025
La misura riguarda chi, entro il 2026, matura i requisiti per la pensione anticipata secondo quanto stabilito dall’INPS con il messaggio n. 801 del 5 marzo 2025. Come riportato da Brocardi, la domanda va presentata entro il 1° maggio 2025, pena il differimento della data di decorrenza. Sono coinvolti i lavoratori dipendenti e autonomi che hanno svolto attività particolarmente faticose o notturne, come gli addetti alla catena di montaggio, i conducenti di mezzi pubblici e chi ha effettuato turni di notte per un numero elevato di giorni l’anno.
Per ottenere l’accesso, servono almeno 35 anni di contributi e il raggiungimento di determinate “quote” che variano in base all’età e alla tipologia di impiego. I lavoratori notturni, ad esempio, devono dimostrare di aver prestato attività su turni per almeno 64 giorni lavorativi all’anno. A seconda dei casi, l’età minima per la pensione anticipata può partire da 61 anni e 7 mesi fino a 64 anni e 7 mesi.

Chi potrà accedere davvero alla pensione nel 2026
L’INPS ha aggiornato l’elenco delle professioni usuranti che danno diritto alla pensione anticipata nel 2026. Tra queste, oltre agli operai della linea catena e ai conducenti, figurano anche i lavoratori notturni impegnati per almeno 78 giorni l’anno, oppure per l’intero anno lavorativo. I requisiti variano, ma chi rispetta i criteri può lasciare il lavoro già a 62 anni, in alcuni casi anche prima, se dipendente e con una quota contributiva sufficiente.
Il riconoscimento del diritto alla pensione è subordinato all’esito positivo della domanda e alla verifica dei requisiti entro fine 2026. Chi presenta tutto correttamente nei tempi previsti riceverà una conferma con riserva da parte dell’INPS, in attesa della verifica definitiva. Un’opportunità concreta, ma che richiede attenzione e precisione nei prossimi mesi.