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    Mark Hamill racconta il rapporto con Alec Guinness

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    Abbiamo avuto ampiamente modo di parlarvi della lunga intervista che nel 2017 Mark Hamill ha concesso al sito StarWars.com in occasione del suo 66esimo compleanno. Nello specifico, vi abbiamo raccontato un aneddoto legato al suo personaggio e a quello di Han Solo, nonché una breve descrizione di un particolare set di The Last Jedi. Questa volta vi parleremo del suo racconto in merito al rapporto con Alec Guinness.

    Lo sappiamo, il rapporto tra il giovane ed inesperto Mark Hamill e il grande Sir Alec Guinness è sempre stato molto particolare. Sul set di Episodio IV: Una Nuova Speranza i due hanno condiviso davvero tantissime esperienze.

    Una scena passata alla storia

    personaggi asta spada laser luke anakin rey
    Luke Skywalker maneggia per la prima volta la spada di suo padre in Episodio IV

    StarWars.com, tra le domande dell’intervista, ha chiesto ad Hamill di parlare di un’iconica scena del film, ovvero quella in cui Obi-Wan dona a Luke la spada laser di suo padre. Ecco le parole dell’attore in merito: “Beh, sapevo che quella sarebbe diventata un’arma iconica del film. E uno dei colpi di genio di George era l’atmosfera ‘sciupata’. Avete presente no, le astronavi danneggiate che perdono ingranaggi e olio da tutte le parti. Gli dava un tono molto Western. Era fin troppo realistico. Non c’erano astronavi scintillanti e cose del genere. Sembrava veramente una galassia ‘vissuta’“. Da qui Hamill ha potuto approfondire il discorso in merito alla sua ammirazione e al rapporto con Alec Guinness.

    Ogni scena con Alec era emozionante per me, perché mi ritrovavo nel ruolo che avrei dovuto avere, di adorazione nei confronti di un vero maestro. Per quello era naturale. Ascoltarlo era come ricevere un massaggio sul collo. Noi diciamo [in maniera rude], ‘Woree-uhs.’ ma lui correggeva con [con la voce di Alec Guinness], ‘Warriors.’ Almeno tre sillabe”.

    Momenti di svago

    riprese di star wars in Tunisia
    Uno scorcio delle riprese di Star Wars in Tunisia.
    Fonte: starwars.com

    L’attore continua così il suo racconto: “Mi ha portato a pranzo fuori prima di girare per conoscermi. Volevo parlare di tutti quei film di cui ho parlato sopra ma lui mi disse [con la voce di Alec Guinness], ‘No, no, no. Voglio sapere della tua carriera’ ho pensato ‘Ma veramente? Vuoi sentire di una soap opera e di uno spot pubblicitario di cibo per cani?’ ma dai. Ma non potevo sentirmi più a mio agio di così. La prima scena che abbiamo girato era in Nord Africa, quindi c’erano Tony [Anthony Daniels] e Kenny [Baker], C-3PO e R2-D2. C’erano anche Sir Alec e sua moglie. È stato un buon momento per conoscerlo e andare a cena con lui, discutere delle location e quant’altro. Era un periodo di transizione. Quando siamo tornati a Londra, è stato come girare un film completamente diverso, perché non c’erano né Harrison né Carrie“.

    Un breve estratto, questo, che ci fa capire molto della personalità umile e seria di Alec Guinness, e di come abbia affrontato l’avventura di Star Wars. Un attore d’altri tempi, votato al rigore e alla professionalità assoluta, ma anche alla condivisione con i colleghi più giovani.

    Una scena introspettiva

    R2-D2 ologramma con Obi-Wan Kenobi Star Wars
    R2-D2 mostra il messaggio di Leia ad Obi-Wan
    fonte: Wookieepedia

    Hamill, infine, torna a descrivere la scena di cui sopra sotto un aspetto molto particolare ed introspettivo: “C’è, come detto, una scena importante, dove mi porge la spada laser e mi dice che vuole che sia io a fare questa determinata cosa e io dico ‘No, non voglio cacciarmi nei guai a casa’ è comprensibile. Luke non era nessuno. Non sembrava potesse essere nessuno di importante. Quindi per il pubblico che vedeva qualcuno così avrà pensato ‘Beh, il pirata spaziale è un po’ intimidatorio, non so bene cosa pensare della ragazza, e il mago è irreale.'”

    Luke era il ragazzo del quale puoi dire ‘Potrei uscirci insieme e mi divertirei anche’ e quale adolescente non si sentirebbe vicino a ‘Oh cavolo, devo tornare a casa, sarò nei pasticci per essere in ritardo’ con tutto il fantasy dietro, c’era comunque un profondo legame con qualcosa con la quale il pubblico potesse sentirsi vicino. Quindi sapevo che fosse una scena molto importante, ma nello stesso momento volevo come buttarla via. In altre parole, non renderla così speciale: è semplicemente un’altro passo nel cammino di Luke“.

    Alla fine, come sappiamo, quel film non divenne solo speciale, ma una vera e propria leggenda. Ecco perché è ancora più bello scoprire così tanti aneddoti in merito ai vari retroscena della pellicola e del rapporto tra gli attori. E Mark Hamill è sempre stato aperto in questo senso. Continuate a seguirci! Vi terremo costantemente aggiornati su tutte le novità riguardanti l’universo di Star Wars.

    Redazione Insolentehttps://insolenzadir2d2.it
    Pensavate davvero che un droide non potesse essere caporedattore? Poveri illusi.

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