Siamo ormai a più di una settimana di distanza dall’uscita di Star Wars: Gli Ultimi Jedi nelle sale cinematografiche. Una guerra civile imperversa in questo momento nella galassia. Da un lato ci sono i detrattori assoluti e totalitari, che millantano la morte della saga grazie a questo film; dall’altro invece, ci sono le persone che urlano al capolavoro, portandolo avanti ad Episodio V. Nel mezzo si trovano i poverini che lo ritengono semplicemente bello.

Tutti sembrano dunque avere un’opinione, soprattutto sui personaggi e su come la loro storia sia stata gestita. Ovviamente anche gli interpreti hanno qualcosa da dire, e quel gran birbone di Mark Hamill, non poteva esimersi dal commentare.

Parola di Hamill

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Luke Skywalker in The Last Jedi, da Empire Magazine

L’attore che ha dato vita al leggendario personaggio di Luke Skywalker, ha rilasciato un sacco di commenti ed interviste in questi giorni, e tra queste, ce n’è una che ha letteralmente fatto cuocere nel loro brodo i fan detrattori di questo film, travisando in parte le parole dell’attore e dandole un’importanza certamente troppo elevata. Attenzione di qui in avanti saranno presenti spoiler del film. Nella suddetta intervista, Mark Hamill stava discutendo della storia del suo personaggio, e dei motivi che l’hanno portato ad auto esiliarsi sul pianeta Ahch-To. Queste sono le sue parole al riguardo:

“Ho detto [a Johnson]: “I cavalieri jedi non si arrendono”. Anche se avesse avuto un problema forse si sarebbe concesso un anno di pausa e avrebbe cercato di riorganizzarsi… Però se avesse compiuto uno sbaglio avrebbe cercato di rimediare, qui abbiamo una divergenza importante. Ma non è più la mia storia e Rian aveva bisogno di me e che agissi in un certo modo per il finale.

“Luke non avrebbe mai detto certe cose, ma questa non è più la versione di Star Wars di George Lucas, è della nuova generazione, perciò mi sono comportato quasi come se Luke fosse un altro personaggio, forse è Jake Skywalker, non è il mio Luke Skywalker. Ma dovevo fare quello che Rian Johnson voleva che facessi perché serve alla storia. Non l’ho ancora accettato del tutto, ma è solo un film. Spero che piaccia alle persone, spero che non si sconvolgano e sono arrivato realmente a credere che Rian fosse la persona giusta per fare questo lavoro“.

Gli attori non sono sceneggiatori

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Luke Skywalker sul Millennium Falcon, scena vista nel trailer da 45′

Questa dichiarazione capite come sia stata una bomba esplosa in una scuola elementare, a livello di importanza, per certi nostalgici della vecchia trilogia. Mark Hamill è conosciuto per essere sempre schietto e diretto durante le interviste, e non è certo il primo attore in tutta Hollywood che è contrario in una certa maniera alla direzione che un personaggio interpretato intraprende. C’è anche da dire che per lui il ruolo di Luke Skywalker rappresenta quasi tutto nella sua carriera cinematografica. Rimane in ogni caso, infatti,  ciò che lo ha reso famoso e ciò con cui la gente lo ha identificato nel corso degli anni.

Dunque, è normale che il comportamento del suo personaggio gli stia a cuore e che egli abbia una certa visione su di esso. Ma Mark Hamill è un attore, niente di più. Gli attori imparano un copione e fingono davanti ad una telecamera, questo è il loro mestiere, e c’è da ringraziare il cielo che egli non scriva sceneggiature. Vi abbiamo già raccontato come egli non sappia praticamente nulla dell’universo espanso di Star Wars, e che ascoltando una vecchia storia legends dal figlio (quella del clone di Luke di nome Luuke per intenderci), l’abbia proposta al regista come possibile risvolto per Episodio VIII.

La crescita di un personaggio

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Luke in una scena de l’Impero Colpisce Ancora

Il “Luke” di Mark Hamill o di Lucas, se così si può definire, è un ragazzo positivo e avventuroso. Ora, la maggior parte della gente a questo mondo, viene plasmata dalle vicende che accadono attorno a loro. Luke è stato tradito da un suo parente prossimo, considerato quasi un figlio, tradito da quella Forza che non capisce più, tradito dagli insegnamenti che gli erano stati inculcati, che perdono di valore di fronte al muro alzato dalla vita. Sono cose che non si possono affrontare saltando su di un Ala-X e sparando ad una fessura.

Per questo ci sta che Luke Skywalker getti la spada di suo padre, per questo ci sta che non voglia allenare Rey, per questo ci sta che a più di cinquanta anni abbia ancora qualcosa da imparare dalla vita e che alla fine trovi pace come i suoi maestri avevano fatto prima di lui. Ovviamente Mark Hamill può avere la sua opinione, tutti i fan possono avere la loro, ma di qui a parlare di tradimento ce ne vuole; considerando inoltre il fatto, che Lucas aveva praticamente gli stessi progetti di Johnson in merito a questo personaggio in tempi non sospetti.

Diffidate sempre da titoloni e fake news e cercate sempre di ragionare con la vostra testa in maniera razionale e scevra da pregiudizi. Che la Forza sia con voi!