Se amate Star Wars, allora un po’ di sana fantascienza dovrebbe essere nelle vostre vene. E non si può amare la fantascienza senza aver mai letto almeno un romanzo di Isaac Asimov. Lo scrittore di origini russe, ma che ha vissuto in America per gran parte della sua vita, è stato uno degli autori più prolifici del genere, iniziando una certa tipologia di fantascienza, ovvero la cosiddetta “fantascienza planetaria”. Colonizzazione di pianeti, per intenderci.

Non è mai stato un mistero che George Lucas abbia preso a piene mani ispirazione da alcune delle opere di Asimov, per creare l’universo narrativo di Star Wars. E questo, come vedremo, avviene in entrambe le trilogie.

L’Impero e il ciclo della fondazione

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L’immenso pianeta Coruscant, capitale della Repubblica Galattica.
Da: wookieepedia

Esistono due filoni principali di ispirazione per quanto riguarda Star Wars nei confronti dell’opera asimoviana. La prima, e forse più evidente, è quella dell’Impero Galattico, presente principalmente, ma non solo, come entità nei romanzi usciti negli anni ’50 appartenenti al famoso “Ciclo delle Fondazioni”. Questa raccolta è una storia che si protrae per centinaia di anni, e parla della caduta di un millenario Impero Galattico che comprendeva quasi l’intera galassia, con un’umanità sparpagliata su milioni di mondi. L’impero era garante di pace, sicurezza e stabilità, un’entità immensa e immutabile che si pensava sarebbe vissuta per sempre. Ma, lentamente, la stagnazione dei progressi tecnologici, la burocrazia e l’avidità hanno minato alle fondamenta il sistema, iniziando una reazione a catena che portò al lento sfaldamento dell’entità sovraplanetaria, a favore di entità minori che ad una ad una si ribellarono, staccandosi dall’insieme e dichiarando indipendenza.

Ovviamente questa storia non può che suonarvi familiare, visto che potremmo tranquillamente sostituire alla parola Impero, la parola Repubblica ed ottenere il sottofondo politico della storia della trilogia prequel. Come è possibile notare, la differenza sostanziale consiste proprio nella forma di governo galattica “ottimale” per Asimov e Lucas. Lo scrittore, infatti, riteneva che una così grande entità multiplanetaria, per essere stabile, doveva necessariamente essere governata in maniera forte e decisa da un Imperatore illuminato, aiutato nel suo ruolo da vari consiglieri e da un primo ministro. Lucas, invece, crede fermamente nel processo democratico e nel potere dell’assemblea, vedendo poi il successivo Impero come una tirannia dispotica.

Nonostante la storia simile, le due galassie intese dagli autori differiscono in maniera sostanziale per altri importanti dettagli. In Asimov, infatti, la galassia di cui si parla è proprio la Via Lattea e l’umanità è l’unica specie conosciuta abitante in essa.

Jedi e pianeti

Isaac Asimov Droidi Robot
Isaac Asimov, padre della moderna concezione dei robot

A parte il concetto di battaglia spaziale, preso da Lucas e reso molto più spettacolare di quanto descritto da Asimov nei suoi libri, c’è un altro fattore da tenere in conto nel “Ciclo delle Fondazioni” da cui Lucas ha preso ispirazione. Parlo del potere mentalista della Seconda Fondazione, ovvero la capacità di alcuni individui di riuscire a captare i pensieri altrui e di modificarli. Abilità, che come sappiamo, possiedono proprio i jedi.

Non è ancora tutto. Oltre la somiglianza tra la storia della repubblica e quella dell’impero di Asimov, le due entità condividono anche una grande similarità nella capitale. Il pianeta di Coruscant, infatti, è del tutto simile a Trantor, la capitale dell’impero. Un’immensa città che ricopre l’intero pianeta, andando ad occupare addirittura il sottosuolo ed i fondali dell’oceano. Insomma, la Galassia lontana lontana deve molto allo scrittore del ‘900, più di quanto si possa immaginare. Ci sono poi altre centinaia di dettagli minori in comune, che dobbiamo tralasciare, anche perché non sono presenti solamente in Star Wars, ma in generale in tutto un certo filone di fantascienza, che contiene in esso opere come Battlestar Galactica e Star Trek su tutte.

Jar Jar, sei tu?

la teoria di jar jar signore dei sith in star wars
Darth Jar Jar, molto inquietante

Questo è un articolo dai toni abbastanza seri, come potete vedere, per cui sono costernato di dover fare in questa sede delle affermazioni abbastanza complottiste al riguardo delle relazioni tra le opere di Asimov e George Lucas. Sconsiglio la lettura di questo paragrafo a chi non ha letto il romanzo Fondazione e Impero, in quanto all’interno sono presenti degli spoiler importanti. Se invece avete letto il suddetto libro, non potete non ricordare la figura del Mulo. Un potente mentalista che ha quasi distrutto la fondazione attraverso il suo potere di plasmare le menti.

Egli viene presentato all’inizio come una specie di clown da strada, uno strano essere con una protuberanza strana al posto del naso, che faceva il pagliaccio per guadagnarsi da vivere e che, infine, si è rivelato nel suo vero potere. Vi ricorda qualcosa? Ovviamente parlo della teoria secondo il quale Jar Jar è un potente signore dei Sith. L’effetto che sarebbe stato ottenuto con una rivelazione del genere sarebbe stato pari, se non maggiore, di quello ottenuto con la storia del mulo. A conferma di questa teoria c’è il fatto che, dal recente romanzo Star Wars Aftermath: Empire’s End, ritroviamo Jar Jar, che, guarda caso, fa proprio l’artista di strada per guadagnarsi da vivere. Insomma, è difficile non farsi venire qualche dubbio conoscendo l’influenza che Asimov ha avuto su Star Wars.

Tutti i suoi robot

intervista a george lucas star wars 1977
George Lucas e C3PO sul set di Star Wars.
Da: players

Tornando a toni più seri, il secondo filone di ispirazione delle opere di Asimov, per Lucas, è quello riguardante il Ciclo dei Robot. L’autore ha praticamente plasmato, infatti, il concetto di androide per come lo si conosce al giorno d’oggi, inventando anche le famose tre leggi (o quattro, se siete degli intenditori) della robotica. Quindi Lucas, nella realizzazione dei suoi robot umanoidi, non ha potuto non tenere conto del lavoro precedente compiuto da Asimov.

I droidi protocollari come C-3PO sono praticamente delle versioni più “morbide” dei robot dello scrittore. I droidi in Star Wars, almeno quelli definiti come personaggi principali, sono infatti dotati di coscienza, libertà di pensiero e di un certo senso della moralità. Nonostante questo, per via della loro programmazione, tendono a seguire il proprio padrone, e ad ubbidire agli ordini senza molte remore (quell’insolente di R2-D2 fa caso a sé). I robot di Asimov invece, sono, in un certo qual senso, “trattenuti” dalle tre leggi, che li vincolano nel non far del male agli esseri umani e a non ribellarsi. Nonostante sia molto riduttivo parlare in questi termini dei romanzi dei robot di Asimov, perché governati da meccaniche certamente più complesse, il succo del discorso rimane principalmente questo.

Chiudo l’articolo con il pensiero di Asimov nei riguardi di Star Wars. Egli è morto nel 1992, e dunque ha potuto visionare la trilogia originale. Intervistato sull’argomento, ha semplicemente detto: “Si, Star Wars mi piace.” Nulla di più. Immagino che Lucas dovesse averla presa bene, poiché ha continuato ad attingere alla sua opera, nel creare la trilogia prequel.