In merito a Star Wars, gli anni che stiamo vivendo sono bellissimi ma anche colmi di polemiche. Bellissimi perché stiamo assistendo ad una vera e propria rinascita del brand; e colmi di polemiche, paradossalmente, per lo stesso motivo. Possiamo infatti affermare che la maggior parte delle polemiche mosse da una grande fetta di fan al nuovo corso di Star Wars si possano riassumere in poche righe: ovvero l’aver reso “mainstream” un prodotto ritenuto “elitario”.

Da anni, infatti, molti fan si battono nell’affermare che ormai Star Wars sia diventato un franchise prettamente per bambini, che abbia come solo scopo quello di far soldi tramite un merchandising sfrenato. Analizziamo nel dettaglio questa situazione.

Non toccate la “mia” passione

critiche a star wars negli anni 80
Bellissimo mix di immagini della trilogia originale di Star Wars.
Da: screen rant

Ritengo che il fan medio di Star Wars sia paragonabile al Peter Pan di Hook – Capitan Uncino, che una volta cresciuto e tornato nel mondo reale perde in toto i suoi ricordi d’infanzia, non riuscendo più a sognare o meravigliarsi. Badate bene, questo focus non vuole concentrarsi sul fatto che i nuovi prodotti di Star Wars debbano piacere per forza, tutt’altro. Si basa sulla semplice considerazione che molte delle polemiche che scaturiscono in merito al franchise derivano dal fatto che alcuni prodotti sono considerati “troppo per bambini“. Ed è qui che questi fan dimenticano di come si siano affezionati a Star Wars. Lucas stesso lo ha sempre ribadito, la sua creatura è una grande favola per grandi e piccini.

Molti di noi si sono appassionati a Star Wars da piccoli, tramite i film; ma anche, e soprattutto, grazie ai giocattoli. Ed è qui che ci poniamo la domanda da un milione di dollari: perché molti vogliono precludere alle nuove generazioni le stesse gioie che abbiamo provato noi da piccoli?

Confronto con il passato

fan contro il nuovo corso di star wars
Artwork di Episodio I, da walldevil.com

La risposta è semplice, e va ricercata nella fantasiosa metafora iniziale: l’egoismo. Non è un caso che la fascia di età della maggior parte di coloro che la pensano in questo modo vada (più o meno) dai 25 ai 30 anni. Ovvero di noi ragazzi cresciuti con la trilogia prequel, nella maggior parte dei casi ancora senza figli. Non serve di certo avere un figlio per capire che Star Wars debba essere fruibile anche ai più piccoli, ma molti sembrano non capirlo. Ed è qui che si inserisce Il Risveglio della Forza. Proviamo a tornare indietro di vent’anni: pensate sia un caso che, all’epoca, La Minaccia Fantasma sia stato così pesantemente criticato? E ancora oggi venga considerato l’anello debole della saga?

Lucas, al tempo, aveva osato e parecchio: voleva avvicinare i più giovani a Star Wars, tentando di strizzare l’occhio a quelli che furono i giovani fan della trilogia originale, ormai adulti. Lo zio George fu bombardato di critiche, ma ancora oggi Episodio I è l’unico dell’esalogia ad aver superato il miliardo di dollari di incassi. Ed è il capostipite di una trilogia che ha permesso a molti della nostra generazione di avvicinarsi allo splendido universo di Star Wars.

Un giusto compromesso

tutti gli attori che interpretano darth vader in star wars
Darth Vader nella scena finale di Rogue One.
Fonte: Youtube

La storia ha sempre qualcosa da insegnare. Avete presente a cosa ha portato il bistrattato e “bambinesco” Episodio I? A La Vendetta dei Sith, forse il capitolo più oscuro dell’intera esalogia. Quello che bisognerebbe capire è che la strada che verrà perseguita, e che già viene percorsa, è questa: un giusto compromesso tra contenuti per bambini e contenuti per i fan più adulti. A mio parere, Il Risveglio della Forza è un buon mix di questi elementi. Per i fan più critici verso Episodio VII, non si può non citare Rogue One come esempio di contenuti più “adulti”. Lo stesso schema sarà utilizzato anche per gli altri prodotti del futuro (sicuramente, già con Episodio VIII, i temi più profondi verranno ampliati).

Un altro esempio che va citato è la nuova serie di corti animati “Forces of Destiny“. Molti fan hanno avuto il coraggio di criticare questo prodotto, che è palesemente creato per un pubblico di bambini (soprattutto bambine). Ci si lamenta del fatto che siano avventure canoniche, quando non intaccano o “rovinano” in nessun modo la storyline principale. Ed ecco che viene fuori il carattere elitario. In parole povere, Forces of Destiny non dovrebbe esistere perché ridicolizza Star Wars, lo rende una favoletta e fa sembrare i personaggi femminili delle “principesse”. Quindi in questo caso, per preservare questa fantomatica élite, impediamo che le bambine possano appassionarsi a Star Wars tramite questi cartoni animati. “Che guardino i film della saga!!“; Certo, me la immagino una bambina di sette anni che si appassiona a Star Wars vedendo la faccia deformata di Palpatine che uccide Mace Windu.

Il merchandising, il male supremo

fan e collezione di oggetti di Star wars merchandise una nuova speranza
Una collezione di oggetti a tema Star Wars
fonte: Mirror

Come detto, quindi, basterebbe ricordarsi di come ci siamo avvicinati a Star Wars, e permettere anche ai più piccoli di oggi di meravigliarsi ed innamorarsi come è stato per tutti noi. Proprio in merito a questo, oltre ai vari media del franchise, sappiamo cosa colpisce il cuore di un bambino più di ogni altra cosa: i giocattoli. Sicuramente, anche quelli che oggi passano le loro giornate a criticare i prodotti troppo infantili o l’eccessivo merchandise hanno nell’armadio o nel garage interi scatoloni pieni di giocattoli e cianfrusaglie varie a tema Star Wars.

Il concetto è sempre lo stesso, e lo abbiamo affrontato spesso in passato: non si può criticare per “eccessivo merchandise” la saga che ha praticamente rivoluzionato e basato le sue fortune sull’ambito della commercializzazione di prodotti derivanti da pellicole cinematografiche. E, quindi, commettere il grossolano errore di mettere al rogo questa pratica come se fosse nata all’improvviso, solo dopo l’acquisizione da parte della Disney. Va bene l’odio incondizionato verso quest’operazione, ma bisogna mantenere un briciolo di razionalità.

Non c’è nulla da temere

quinte secondo trailer fantasma pablo hidalgo the last jedi luke skywalker
L’ultima emblematica scena del primo teaser trailer di The Last Jedi

I fan più adulti, anche i più conservatori, non hanno nulla da temere. Star Wars non è stato e non sarà mai snaturato, e lo dimostrano gli splendidi prodotti che si stanno susseguendo in questi anni: romanzi e fumetti meravigliosi, spin-off interessanti, serie animate, videogiochi. Lo stesso Episodio VIII si preannuncia ricco di sorprese per i fan più esperti. Un progetto enorme, quello del nuovo canone, che sta creando una coesione e una continuity pazzesca nell’universo della Galassia lontana lontana. Un mix di prodotti che, anche nei casi in cui sono rivolti ad un pubblico di piccini, nascondono interessanti chicche anche per noi adulti.

Infine, per far placare questo insensato “egoismo” di cui abbiamo parlato, basterebbe solo pensare a quanti bambini e ragazzini si sono appassionati a Star Wars a partire da quel 16 Dicembre del 2015. Sapere che una nuova generazione potrà vivere le nostre stesse esperienze, ampliare gli orizzonti e conoscere più in profondità questo universo meraviglioso è la vittoria più bella di tutte. Star Wars è di tutti e per tutti, a prescindere dall’essere (o essere stati) dei bambini o degli adulti nel 1977, nel 1999 o nel 2015.