Fare una recensione di un film di Star Wars è una delle cose più difficili da chiedere ad un fan della saga. Quando si entra al cinema, quando ti siedi, quando parte la fanfara; tutto fa parte di uno studiato e quasi religioso rituale, così come la lunga maratona preparatoria. Vedere uno Star Wars è sempre una cosa facile; è uscire dal cinema il problema. E per noi, oggi, è stato molto difficile farlo.

Una sensazione strana, difficilmente definibile, ci ha tenuti incollati alla poltrona anche dopo la fine della proiezione. Una particolare impressione pervadeva i sensi. Anche quando, spaesati, siamo tornati alla fredda strada costeggiante il cinema, essa rimaneva lì.

Questione di sensazioni

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Luke Skywalker sul Millennium Falcon, scena vista nel trailer da 45′

Ma in cosa consiste questa sensazione? Una bella domanda, a cui è difficile dare una risposta rimanendo lontano dal terreno minato degli spoiler. The Last Jedi è un frenetico avvicendarsi di situazioni nuove e vecchie. Partendo dalle cose facili, il film dal punto di vista tecnico e sonoro ha un fascino che pochi altri film di Star Wars hanno potuto finora donare alla saga. E’ come se si vedesse un film della vecchia trilogia da un filtro che tutto accelera e amplifica. Lo diciamo chiaramente: nulla si può dire a Rian Johnson da questo punto di vista. Molte volte ci siamo trovati estasiati davanti ad inquadrature letteralmente mozzafiato, capaci di donare un pathos indescrivibile ai molti, addirittura troppi, momenti emozionanti del film. Dal canto suo il maestro John Williams, neanche a dirlo, non sbaglia un colpo.

Palese è l’ispirazione del regista verso il mondo dei manga e del cinema nipponico. Tantissime inquadrature ricalcano a fondo uno stile a tratti esagerato, ma che con Star Wars non cozza di certo. Anche la fotografia ci mette del suo. Non è raro trovare tagli netti, giochi di chiaroscuro molto marcati; in generale tutto il film sembra essere costantemente girato al crepuscolo o al buio. Come se visivamente ci volesse venir detto che il tempo della fine dei jedi è giunto. Abrams con Il Risveglio della Forza ha confezionato qualcosa di perfetto a livello tecnico; Johnson, da un certo punto di vista, ha preso il dipinto di Episodio VII, forse un Raffaello, e lo ha ricalcato facendolo diventare un Caravaggio. In ogni caso, ciò che ha copiato non è certo nella trama.

Vecchie e nuove questioni

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Leia e Poe discutono in Episodio VIII.
Da: EW

The Last Jedi, sotto molti aspetti, è quanto di più diverso potessimo vedere da L’Impero Colpisce Ancora. Tutte le situazioni che dai trailer e gli spot tv potevano sembrare dei “remastered” del leggendario film del 1980, in realtà erano dei puri e semplici rimandi visivi. Certo, i richiami nostalgici ci sono; ma sono concentrati in poche situazioni. Rian Johnson fa quello che Abrams non aveva potuto fare a suo tempo, si stacca definitivamente dal retaggio della trilogia originale per creare qualcosa di effettivamente nuovo.

Da sottolineare, inoltre, la maestria di Johnson nel gestire i momenti comici della pellicola. Noterete che in The Last Jedi ne sono presenti davvero tanti, ma tutti giostrati a dovere. Nessuno di questi infatti vi sembrerà di troppo, o una forzatura. Proprio nelle sequenze finali, per esempio, ce ne saranno alcuni davvero epici che nulla toglieranno al pathos generale.

Attori e personaggi

Per quanto riguarda i personaggi, alcuni vengono approfonditi in maniera eccelsa, altri vengono letteralmente buttati via. Parlando per metafore, è come se il regista avesse avuto una camera piena di giocattoli e ne avesse scelti solo alcuni, gettando nello scatolone per il mercatino tutti gli altri. The Last Jedi, sia chiaro, è scritto benissimo, semplicemente alcuni personaggi non hanno trovato posto all’interno della sceneggiatura. Nonostante questo, ci sono piaciute molto le new entry, che temevamo potessero essere piatte (Rose Tico in primis), ed invece ci hanno stupito in positivo.

In merito alla recitazione, nelle prime sequenze di The Last Jedi alcuni attori sembrano steccare. Andando avanti però tutte le performance crescono di qualità fino ad eclissare totalmente qualsiasi giudizio negativo, soprattutto verso la fine del film. Eccezionali sia Mark Hamill (davvero superlativo, lo sottolineiamo) che Daisy Ridley, mentre si conferma ancora una volta ottimo Adam Driver. Anche la compianta Carrie Fisher, soprattutto nella seconda parte della pellicola, ci mette del suo. Inutile sottolineare l’emozione di averla vista per l’ultima volta vestire i panni di Leia.

Il futuro della saga

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Rey in una scena di Episodio VIII, già vista nel trailer

Con ritmo indiavolato ed emozionante, Rian Johnson travolge lo spettatore presentando una dietro l’altra situazioni al limite dell’infarto. Situazioni a cui lo spettatore, con i ritmi quasi fanciulleschi e più soavi di Episodio VII, non era abituato. Credeteci se vi diciamo che in due ore e mezza di film i momenti morti sono pressoché nulli. Abbiamo perso il conto di tutte le volte che in sala abbiamo quasi urlato guardando lo schermo, non credendo a ciò che vedevamo. Johnson ha avuto coraggio, tantissimo coraggio, e ci ha donato una parte delle risposte che ci servivano, in maniera per nulla scontata.

Paradossalmente, una delle poche pecche (non si può neanche definire tale) della pellicola è legata, più che a se stessa, al successivo Episodio IX. In questo episodio centrale accadono molte cose sconvolgenti, che a primo impatto portano a pensare che il nono ne possa risentire in qualche modo. Si tratta comunque di sensazioni, che avremo modo di approfondire quando l’allerta spoiler si sarà calmata: capirete certamente il senso delle nostre parole una volta finito The Last Jedi.

Ciò che ci rimane, alla fine, è un ottimo film, ed un grande film di Star Wars. Siamo contenti che abbiano deciso di dare in mano a Rian Johnson le redini della nuova trilogia spin-off; evidentemente il regista ha saputo conquistare i piani alti della Lucasfilm, tramite la sua professionalità ed un coraggio non indifferente. Prossimamente, quando potremo parlarne liberamente, approfondiremo nel dettaglio tutti gli aspetti della pellicola. A caldo, dopo due lunghi anni di attesa, possiamo confermare che nel complesso questo The Last Jedi ha fatto ciò che un film di Star Wars dovrebbe fare: stupire.