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    La crisi dei Jedi e il crollo della Repubblica

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    La crisi dei Jedi rappresenta uno splendido esempio dei danni che anche i nobili ideali, se assolutizzati (esattamente come farebbe un Sith che, come sappiamo, «vive di assoluti»), possono provocare quando chi ne è portatore, come i Jedi, si chiude in una torre d’avorio.

    Da quando sono stati pubblicati i primi romanzi del nuovo ciclo dell’Alta Repubblica (a questo proposito consigliamo Nell’Oscurità, scritto dall’ottima Claudia Gray), i fan discutono animatamente sulle differenze tra Jedi di quell’epoca e i Cavalieri che hanno combattuto nella Guerra dei Cloni.

    L’opinione dominante è che sarebbe avvenuta una sorta di crisi valoriale che avrebbe trasformato l’Ordine dei Jedi, seguace della “via della Luce e della Pace”, difensore di ogni cittadino della galassia, in un’organizzazione cieca alle trame dei Sith e arroccata in un’ortodossia rigida e limitante.

    Sembra infatti che il vero scopo dei Jedi al tempo della Guerra dei Cloni sia la difesa della Repubblica e non del “bene”. Un Ordine che, in barba a ogni pretesa di essere forza super partes, come pareva effettivamente essere al tempo dell’Alta Repubblica, si schiera apertamente in opposizione ai Sistemi separatisti.

    Repubblica e Separatisti: da che parte sta il “bene”?

    cloni di star wars dopo la guerra
    La Guerra dei Cloni: Repubblica contro Separatisti – Da: starwars.com

    Ed è bene ricordarlo: i Separatisti non sono semplicemente i “cattivi”, come vengono dipinti nella trilogia prequel, quando ad esempio affamano gli abitanti di Naboo o mettono a repentaglio la vita della Regina Amidala.

    In altre opere legate alla Guerra dei Cloni, e in particolare nella seria animata The Clone Wars, le posizioni politiche e, in alcuni casi, le lagnanze dei sistemi esterni che poi si uniranno nella Confederazione dei Sistemi Indipendenti risultano assolutamente comprensibili, se non addirittura condivisibili.

    Alla politica accentratrice e imperialista del Senato va aggiunta anche la corruzione dilagante, a cui i Jedi non si oppongono. In più dobbiamo considerare la debolezza di un sistema politico inadeguato dal punto di vista della rappresentanza e che spesso non garantisce gli stessi diritti e lo stesso livello di sicurezza dei cittadini del Nucleo agli abitanti delle zone più periferiche.

    Politica galattica e crisi dei Jedi

    Quest’introduzione politica serve a dare le giuste proporzioni: i Jedi infatti non combattono per la salvezza di un’istituzione palesemente e indubbiamente buona e giusta, anzi. D’altro canto, la CSI, la Confederazione dei Sistemi Indipendenti, non rappresenta il male assoluto. I Jedi semplicemente difendono l’ingiustizia degli status quo di cui l’Ordine non sembra accorgersi.

    Emblematiche a questo riguardo due frasi dell’allora Cancelliere Supremo (Star Wars: Episodio III, La vendetta dei Sith): «Chiunque conquisti il potere ha paura di perderlo. Persino i Jedi»; «Il concetto del bene è un punto di vista. I Sith e i Jedi sono simili sotto quasi tutti gli aspetti, inclusa la ricerca di un sempre maggior potere».

    Che sia votato al bene o al male, infatti, il potere corrompe chi lo esercita, esso infatti tende sempre a voler essere assoluto, anche se si hanno buone intenzioni. E si sa, “La strada per l’Inferno è lastricata di buone intenzioni”. Esattamente ciò che porterà i Jedi ad appoggiare un terribile conflitto in nome della pace. Ed è questa l’infausta decisione che segnerà l’inizio della crisi dei Jedi.

    La guerra e la crisi dell’Ordine

    Il fatto tuttavia che la guerra rappresenti un lacerante motivo di crisi, valoriale innanzitutto, per i Jedi, trova conferma anche nelle parole del Maestro Yoda, uno dei pochi ad aver vissuto durante entrambe le epoche, quella dell’Alta Repubblica e quella dello scontro con i Separatisti (The Clone Wars, St. 6, ep.13):

    «Che una guerra possa mai essere vinta non più certo io sono, perché già le battaglie e i massacri una sconfitta sono. Eppure aperta davanti a noi una via rimane, che sconosciuta ai Sith è. Per questa via sulla vittoria si può forse arrivare. Non quella della guerra dei cloni, ma la vera vittoria, quella per sempre».

    Che il conflitto abbia provocato la crisi dei Jedi lo dimostra anche l’opinione di Barriss Offee, una giovane Jedi colpevole di un atto terroristico contro il Tempio: «Il concetto di fiducia è sopravvalutato. L’unica cosa in cui crede il Consiglio Jedi è la violenza» (The Clone Wars, st.5, ep.20).

    Persino il futuro Gran Moff Tarkin (St. 5, ep.18) afferma esplicitamente che «Anche il cancelliere desidera che i Jedi vengano sollevati il più possibile dalle questioni militari. Voi stessi vi presentate come guardiani della Pace, non come soldati». Il fatto che i Jedi si presentino ancora come guardiani della Pace, dopo anni di guerra, mostra chiaramente la profondità di una crisi di cui l’Ordine si mostra colpevolmente inconsapevole.

    L’apice della crisi dei Jedi: Ahsoka e Barriss Offee

    Ahsoka Barriss Offee
    Ahsoka Tano e Barriss Offee in The Clone Wars

    La crisi dei Jedi, inutile ricordarlo, raggiungerà il suo apice in seguito all’accusa da parte del Senato di stare complottando contro la Repubblica per acquisirne il controllo. Ciò permetterà al Signore dei Sith di giustificare, dinanzi all’opinione pubblica, l’eliminazione dell’Ordine e la svolta autoritaria che porterà all’Impero.

    Due episodi esemplificativi della crisi dei Jedi, il primo dei quali ha come protagonista Barris Offee, la giovane Jedi citata in precedenza, li possiamo trovare ancora una volta nella serie animata di The Clone Wars.

    Nell’episodio Il Jedi sbagliato (St. 5, ep.20), Barriss risulta colpevole di un attentato al Tempio Jedi che giustifica con queste parole ad Ahsoka Tano:

    «L’ho fatto, perché sono arrivata a capire quello di cui molti nella Repubblica sono già convinti. Che sono i Jedi gli unici responsabili di questa guerra. Che abbiamo lasciato la nostra via al punto da diventare i cattivi del conflitto.

    [..] il mio attacco al Tempio è un attacco a quello che i Jedi sono diventati. Un esercito che combatte per il Lato Oscuro, che ha smarrito la luce un tempo a noi così cara. Questa Repubblica sta morendo! È solo questione di tempo».

    Inutile dire quanto sia profetico questo breve discorso. Di Jedi rinnegati ce ne sono stati molti, ma per queste motivazioni no di certo.

    La critica ai Jedi: Ahsoka e Trace

    Ahsoka e le sorelle in The Clone Wars 7
    Ahsoka, Rafa e Trace in The Clone Wars 7

    Terminiamo questa lunga digressione con un ultimo esempio della crisi dei Jedi. A parlare è Trace, la ragazza con cui Ahsoka, dopo aver abbandonato l’Ordine (anche questa è una scelta piuttosto significativa del fatto che qualcosa si stia frantumando), stringe amicizia.

    Trace Martez, della quale abbiamo già trattato in un precedente approfondimento riguardante le sorelle Martez, si rivolge ad Ahsoka, senza sapere che la Togruta era stata una Padawan (St.7, epi. 5):

    Trace: Sono sicura che avete dei problemi lassù con i Jedi che se ne vanno in giro a scatenare guerre, a mantenere l’ordine…
    Ahsoka: I Jedi non hanno scatenato la guerra. Provano a fermarla.
    Trace: Certo, come no. Senti, non cambia proprio niente comunque, si sono dimenticati di noi.
    Ahsoka: Cosa vuoi dire?
    Trace: è che da bambino senti le storie, forse non sono ciò che credevo.

    La stessa Ashoka, nell’episodio 9 della stessa stagione, dirà, rivolgendosi ad Anakin: «Non mi devi spiegare che come al solito state facendo politica: è per questo che il popolo ha perso la fiducia nei Jedi. E l’ho persa anche io. Finché non mi hanno rammentato ciò che l’Ordine rappresenta per chi ha bisogno di noi».

    I Jedi, nella loro torre d’avorio dell’alta politica e impantanati in una guerra che li sta snaturando, hanno perso di vista il loro vero scopo, proteggere chi non può farlo da sé. Ahsoka tuttavia, con le sue parole, evoca anche una “nuova speranza”, molto lontana però dal vecchio e ormai inutile Ordine Jedi che, di lì a poco, sarà spazzato via.

    Siete d’accordo con quest’analisi? Avete notato differenze tra i Jedi dell’Alta Repubblica e quelli che verranno dopo? Ditecelo come sempre nei commenti! Continuate a seguirci, anche su FacebookYouTubeInstagram TwitterVi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars.

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