In questi due anni trascorsi dall’uscita nelle sale cinematografiche di Star Wars: Il Risveglio della Forza, moltissime ne sono state dette in merito alla pellicola che ha riportato, dopo dieci anni, la saga sul grande schermo. Oggi vorrei concentrarmi soprattutto su quella che è stata una vera e propria demonizzazione” di Kylo Ren, tentando di analizzare tutte (o quasi) le critiche più feroci mosse nei confronti del personaggio e del suo interprete Adam Driver.

Scoprirete (me lo auguro, almeno) che ad una analisi ponderata molte delle critiche più comuni verso Kylo Ren non sono altro che invettive prive di fondamento in ambito cinematografico, mosse da un illogico fastidio nei suoi confronti.

Il momento della discordia

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La scena in cui Kylo Ren si toglie la maschera in Episodio VII.
Da: talk SW

Possiamo riassumere la critica nei confronti di Kylo Ren in due filoni principali: uno riguardante la scelta di Adam Driver per la sua “bruttezza”, l’altro in merito alla caratterizzazione del personaggio. Parliamo ora del primo punto, il più assurdo e ridicolo a mio parere. Il momento della discordia, quello dal quale tutto è partito, riguarda sicuramente la scena in cui Kylo Ren si toglie la maschera. Fino a quel punto si era creata un’aura di mistero intorno al personaggio; aura che però sfuma all’improvviso, sostituita da fragorose risate in molte sale cinematografiche d’Italia e non solo. Qual è stato il motivo di questa reazione? Ovviamente il viso di Adam Driver: perché “l’attore è brutto”, “mamma mia che orecchie sembra Dumbo”, ecc. Si potrebbe continuare con altri epiteti poco fantasiosi e simpatici, ma fermiamoci un attimo ad analizzare questa situazione.

Davvero avrebbe giovato al personaggio se dietro quella maschera fosse apparso il Jason Momoa di turno? Probabilmente solo per i bollenti spiriti di alcune ragazze, oppure per coloro che reputano che bellezza sia automaticamente sinonimo di bravura. Quel singolo istante, a mio parere, ha creato un’assurda reazione a catena che ha portato a quella che è la situazione odierna.

Paragoni di pubblico

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Anakin si redime in Episodio VI

Torniamo indietro nel tempo: è il 1983, al cinema c’è Il Ritorno dello Jedi. Luke sta per togliere la maschera a suo padre; dopo anni, la curiosità di scoprire il volto di Darth Vader è tanta. La bellissima scena, inoltre, è avvolta da un pathos incredibile: ed ecco che arriva il fatidico momento, Anakin può finalmente vedere suo figlio con i suoi veri occhi. Non credo proprio che qualcuno in quel momento abbia pensato: “Guarda un po’ che schifo, somiglia allo Zio Fester!”; e non penso neanche siano partite irritanti risatine isteriche. Passi il detto “anche l’occhio vuole la sua parte“, ma a mio modesto parere non si possono giudicare un attore, la sua interpretazione e il suo personaggio basandosi sull’aspetto esteriore. E’ quanto di più ridicolo e frivolo possa esistere.

Inoltre, tornando a Kylo Ren, sono convinto che il belloccio di turno non avrebbe giovato a quella che è la sfida maggiore portata avanti dalla Lucasfilm in merito al personaggio: ovvero portare sullo schermo un villain complesso. E questo ci porta al secondo punto della nostra analisi.

Ogni mossa è uno sbaglio

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Kylo Ren e la maschera di Darth Vader.
Da: film

Come detto, la seconda ondata di critiche mosse a Kylo Ren riguarda soprattutto la caratterizzazione del personaggio. “Er frignetta” è ridicolo, non ha un briciolo di spessore, è psicopatico, è un bambino capriccioso, ecc. E qui sorge un nuovo interrogativo: davvero i detrattori di Kylo Ren lo avrebbero preferito in stile Darth Vader? Ovvero il classico villain plastico, tutto d’un pezzo, super cattivo, super risoluto e super figo? Credo che molti cervelli a questo punto sarebbero andati in cortocircuito, visto che per la maggior parte di queste persone Episodio VII è la copia di Episodio IV. Un bel dilemma, considerando che una critica è l’esatto opposto dell’altra.

Con Kylo Ren si è osato: Ben Solo è un ragazzo con un enorme potere, ma in balia delle sue emozioni (almeno in Episodio VII). E’ un po’ lo specchio di suo nonno prima che cedesse completamente al Lato Oscuro. La sua anima dilaniata, il Lato Oscuro che convive con il richiamo della Luce, sono elementi fondamentali per una progressione e una crescita del personaggio nei prossimi due Episodi della trilogia. A cosa avrebbe giovato sapere di trovare il super cattivone perfetto in tutti e tre i nuovi Episodi? Suvvia.

Il prossimo futuro, tra certezze e idiozie

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Kylo Ren all’interno del suo TIE silencer

Già nel prossimo Episodio VIII l’evoluzione del personaggio ci stupirà, riservandoci non poche sorprese. Prima della conclusione della trilogia è comunque assurdo criticare un personaggio e bollarlo come ridicolo; ovviamente è anche sbagliato osannarlo: non è certo questo lo scopo dell’articolo. Ci sono però due punti imprescindibili da ribadire. In primis, Adam Driver potrà anche non piacere esteticamente a tutti, ma chiunque asserisca che è un attore incapace di recitare forse dovrebbe concentrarsi su altre passioni che non riguardino il cinema. In proposito segnalo un film drammatico che è una piccola perla, ovvero Hungry Hearts, dove l’interpretazione di Adam Driver è straordinaria. Anche nel più conosciuto Silence, di Martin Scorsese, ha svolto egregiamente il suo ruolo.

In secondo luogo, è importante comprendere che in Episodio VII il personaggio non poteva essere caratterizzato diversamente, affinché avesse quella spinta e quella verve che lo distaccassero dalla pesante eredità del passato. E che lo portassero (come sicuramente avverrà) ad una evoluzione negli episodi successivi.

Se dobbiamo dirla tutta, credo che a rendere ridicolo il suo carattere non siano state le reazioni rabbiose, ma l’atmosfera creata spesso intorno a queste ultime. Esempio lampante la sua sfuriata quando scopre che Rey è fuggita: è la “linea comica” dei soldati che si guardano e fuggono che rende il tutto ridicolo. In questo senso, sicuramente, c’è stato uno sbaglio nella sceneggiatura.

Detto questo, sono molto curioso di rivedere Kylo Ren in The Last Jedi. Sono convinto che già dopo Episodio VIII molti di coloro che lo criticavano lo rivaluteranno ampiamente. L’importante, come sempre, sarà non andare al cinema né con troppo entusiasmo né soprattutto carichi di inutili pregiudizi.