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    I cloni soldato in Star Wars: non semplici macchine da guerra

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    Se prendiamo in considerazione i cloni soldato in Star Wars e, nello specifico, la loro psicologia, essa rappresenta uno degli aspetti più interessanti della trilogia prequel e soprattutto degli altri prodotti a essa collegati.

    La “Guerra dei Cloni” fa ovviamente da sfondo narrativo alla trilogia prequel che, tuttavia, aveva relegato i cloni soldato a semplici strumenti bellici, per quanto essi siano più efficaci, duttili e intelligenti delle armate di droidi messe in campo dai Separatisti.

    È proprio ne L’Attacco dei cloni che viene rivelata la natura delle truppe della Repubblica, che oltretutto aveva portato molti a pensare che anche gli Stormtrooper fossero cloni. Cosa che, non serve ricordarlo, è stata ampiamente smentita.

    Per un maggiore approfondimento su questo argomento vi rimandiamo ad un altro articolo sulle motivazioni che hanno portato l’impero a dismettere i soldati cloni sostituendoli con semplici reclute. Se invece vi interessa sapere di più sul vero e proprio progetto di transizione “Artiglio Guerriero”, citato nella più recente serie animata The Bad Batch, rimandiamo anche in questo caso a un altro articolo. Di seguito invece ci inoltreremo nella loro psicologia!

    La psicologia dei cloni soldato in The Clone Wars

    morte fives rex
    La morte di Fives

    Nella serie animata di The Clone Wars, invece, la psicologia dei cloni soldato viene frequentemente approfondita e sono proprio alcuni di essi, come il Capitano Rex, Fives, Echo, ecc., a essere tra i personaggi più amati.

    La fedeltà alla causa, finanche a quella Imperiale sebbene influenzata dalla presenza del chip inibitore, non è mai messa in dubbio, se non sul finire della serie, quando la presenza incombente dell’oscurità e dei sinistri progetti di Darth Sidious non spingerà alcuni soldati clone a scegliere una via diversa, uno su tutti proprio il Capitano Rex.

    Ed è proprio il Capitano Rex, forse tra i cloni soldato più amati di sempre, a pronunciare una frase emblematica (S.4, episodio 8): «siamo soldati, abbiamo il dovere di eseguire gli ordini e, se dobbiamo, di dare la vita per la vittoria».

    Lo stesso Anakin ribadirà il concetto (S.7, ep. 9): «La lealtà significa tutto per i cloni»; tuttavia, pronunciate dalla sua bocca, queste parole assumono tutta la drammaticità di ciò che accadrà di lì a poco, l’esecuzione dell’Ordine 66.

    Su questo tema della lealtà, nella stagione 2, episodio 10, è interessante anche l’incontro con Cut Lawquane. Egli è un clone soldato che ha disertato e che si è creato una famiglia sul pianeta Saleucami; rincontreremo il personaggio anche in due episodi di The Bad Batch.

    Il Capitano Rex affronta Cut definendolo un disertore e il secondo risponde con tutta la sicurezza di chi ha trovato qualcosa di più importante per cui combattere: «A me piace pensare che sto solo esercitando la mia libertà di scelta: non dover uccidere per vivere».

    I cloni soldato: creati per la guerra?

    “Uccidere per vivere”. Il lavoro dei cloni soldato sarebbe allora proprio questo. Creati per combattere, i cloni non avrebbero altro scopo che la guerra e con essa l’annientamento e la morte del nemico. Ed è proprio con la guerra che i cloni soldato sviluppano un rapporto profondo e ambivalente, ben esemplificato da questo dialogo tra il Capitano di Rex e Ahsoka nell’11° episodio della 7° stagione:

    «Ahsoka: In quanto Jedi, siamo addestrati come custodi della pace, non come soldati. Ma io da sempre, da quando sono una padawan faccio il soldato…
    Rex: Beh, io non ho mai avuto scelta. Noi cloni abbiamo un misto di sentimenti sulla guerra. La gente non l’avrebbe voluta, ma senza di essa noi cloni non saremmo esistiti».

    Il Capitano Rex nota acutamente come la loro stessa esistenza dipenda dal fatto che sia scoppiata la guerra; dal male supremo della guerra si sviluppa la loro identità, il loro scopo come uomini. Eppure, proprio come dovrebbe fare qualunque uomo, ne riconoscono la profonda tragicità.

    Interessante anche la frase della giovane padawan di Anakin, conscia di quanto la guerra abbia cambiato i Jedi e l’intero Ordine, ormai al servizio del conflitto.

    L’individualità dei cloni soldato

    Cloni soldato e l'espressione della loro individualità grazie ai tatuaggi facciali
    I diversi tatuaggi facciali dei più celebri cloni soldato (Fonte: Star Wars. L’enciclopedia della galassia. Ediz. illustrata, 2017, p.123)

    Sebbene creati espressamente per la guerra, i cloni soldato combattono e muoiono anche perché venga loro riconosciuta l’unicità e l’individualità, soprattutto man mano che la serie animata prosegue.

    Un’individualità che spesso viene mostrata semplicemente attraverso i differenti tagli di capelli o la presenza di vistosi tatuaggi facciali. Per quanto geneticamente identici, l’unicità dei cloni soldato è ovviamente frutto delle differenti esperienze che ognuno di loro ha vissuto in un’esistenza comunque diversa da clone a clone.

    Jedi e cloni: rispetto e amicizia

    Tale individualità viene riconosciuta dagli stessi Jedi che condividono con loro il campo di battaglia. Ecco, a questo proposito, le saggie parole di Yoda nel primissimo episodio di The Clone Wars:

    «Yoda: Venite, sedete, i vostri caschi, toglieteli. I vostri volti vedere, io voglio.
    Thire (uno dei cloni soldato che accompagna il Maestro Jedi in missione): Non c’è molto da vedere, signore. Abbiamo tutti la stessa faccia.
    Yoda: Ingannarvi gli occhi, possono. Nella Forza, molto diverso ognuno di voi è».

    E ancora, sempre nella stessa puntata, Yoda afferma anche «Cloni voi siete, ma la Forza in tutte le forme di vita risiede». Nell’episodio successivo, è il Maestro Plo Koon a darci un’ulteriore conferma del rispetto che i Jedi nutrono per i soldati cloni e per il loro essere unici. È infatti l’unicità a renderli non sacrificabili con la leggerezza con cui si manda in campo un droide da battaglia.

    «Sinker (uno dei cloni soldato che accompagna il Jedi): Siamo solo cloni signore. Siamo sacrificabili.
    Plo Koon: Non per me».

    Interessante anche una frase pronunciata dall’avvenente Shaak Ti (S.3, episodio 1): «Io sono un Jedi, dove individuo e gruppo sono un’unica cosa. Più o meno come voi cloni». Quale migliore riconoscimento per cloni? Alla pari dei Jedi essi sono individui ma anche talmente uniti tra loro da risultare un’unica entità.

    Per concludere, infine, vale la pena di citare le parole dei leader separatisti, che invece considerano negativamente lo stretto rapporto tra Jedi e cloni, che solo il “crogiolo della guerra” ha potuto creare (S. 1, episodio 3):

    «Dooku: I Jedi non sono mai così severi con i loro cloni.
    Grievous: La cura che quei Jedi dimostrano per le loro truppe è soltanto debolezza.
    Dooku: Debolezza che continueremo ad usare a nostro vantaggio».

    Ora che questa lunga riflessione si è conclusa non resta che chiedervi: cosa ne pensate voi? Ditecelo come sempre nei commenti! Continuate a seguirci, anche su FacebookYouTubeInstagram TwitterVi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars.

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