Da quando il nuovo corso della Disney ha preso piede, tutti sapevano che la casa di Topolino avrebbe usufruito in ogni possibile e redditizio modo di quella grande macchina da soldi che è Star Wars. Fino ad ora, non c’è stato un solo prodotto Disney del quale si possa dire abbia fatto flop negli incassi. E, in generale, vale lo stesso discorso per tutti gli altri media. I guadagni danno ragione a questa incredibile operazione.

Rogue One era un importante test in questo senso. Primo spin-off ufficiale della saga, uscito l’anno scorso dopo i record de Il Risveglio della Forza, ha spronato con il suo successo la Disney verso altri prodotti simili.

L’Importanza dell’incasso

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Gareth Edwards sul set di Rogue One. Fonte slashfilm.com

La notizia è che dopo circa 20 settimane di permanenza nelle sale, Rogue One: A Star Wars Story ha ufficialmente tirato su un totale di 1.055.969.346 $. Vi avevamo già parlato del superamento della soglia del miliardo di incassi in un precedente articolo. Oggi vogliamo più che altro parlarvi della differenza tra le spese di produzione e il totale portato a casa del film. Le spese, infatti, si aggirano intorno ai 200 milioni di dollari, in linea con quelli che sono i costi di un blockbuster di queste dimensioni. Questa cifra non considera l’importante somma riguardante la pubblicità e le varie attività di promozione, oltre che gli straordinari e i compensi extra per la produzione. L’attivo è comunque qualcosa di mostruosamente grande, se consideriamo anche i proventi derivanti dal merchandising e dall’Home-Video recentemente disponibile. E stiamo parlando comunque di un capitolo “minore”.

Strategie Oculate

La cosa che fa riflettere è il grande vantaggio che la Disney possiede in ambito di marketing rispetto alle altre major. Il mondo interconnesso di prodotti, filiera di distribuzione e promo che in questi anni la casa statunitense ha creato, permette alla stessa di lanciare prodotti diversificati, che per altre compagnie potrebbero creare un problema, in maniera più tranquilla. Rogue One è un esempio lampante.

Far uscire un film all’anno per una saga di Star Wars poteva sembrare un rischio, anche abbastanza inutile, vista comunque la presenza della saga principale che da sola poteva tirare il mercato per anni senza nessuna aggiunta. Invece la scelta fatta ha innestato un meccanismo a catena di immersione nei vari prodotti che ha totalmente rivitalizzato il brand. Quindi, mentre godiamo di questo rinascimento, le nostre povere tasche di fan piangono amaro per la grande quantità di prodotti che in contemporanea si riversano sul mercato.

Il tutto viene amplificato dalla presenza di un massiccio fandom che già di suo aveva Star Wars come marchio. Sarebbe bastato infatti il comunicare su internet, il giorno prima dell’uscita, la presenza di un nuovo film nelle sale, affinché spontaneamente migliaia di fan si riversassero nei cinema. In questo senso, è sapiente come in questi anni la Disney stia strizzando l’occhio al fan di vecchia data e tirando a se una grandissima fetta di neofiti. In qualsiasi modo la si guardi, la scelta è vincente, e gli incassi ottenuti lo dimostrano. Aspettiamo dunque  Gli Ultimi Jedi, convinti che anche questo film frantumerà parecchi record al botteghino.