Fare un documentario su di un attore non è mai cosa semplice. Indagare i recessi di una vita, le motivazioni, le scelte e l’animo di persone complesse come le star hollywoodiane può rivelarsi una complicata operazione, soprattutto se la fama che circonda il personaggio in questione è molto grande. R2-D2 è sicuramente tra le stelle più luminose del cast di Star Wars, quella maggiormente presente nei momenti chiave, con interpretazioni a dir poco magistrali.

La sua esperienza e determinazione ha ispirato centinaia di attori professionisti a voler entrare in questo mondo. Molti dunque si sono domandati: cosa c’è dietro il personaggio? Cosa si nasconde nei meandri dei suoi migliaia di circuiti?

La vita del Droide

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R2 nel periodo buio prima di Episodio I

No ragazzi, non sono impazzito. O meglio, non credo. Ho parlato di R2 come se fosse un attore vero per il semplice motivo che questo è stato già fatto in passato. Il mockumentary (Falso documentario) R2-D2: Beneath the Dome parla proprio di questo. Tratta la figura del droide più famoso della galassia come se all’interno di esso non ci fosse il compianto attore Kenny Baker, ma come se fosse un’entità a se stante che interpreta se stesso. Hanno addirittura scritto la sua storia d’infanzia, con allegati problemi con l’approvazione del padre. Nonché, successivamente, episodi di sdregolatezza, abuso di alcool e droghe, ecc. Tutto perfettamente pertinente con quello che probabilmente sarebbe R2-D2 se fosse un “vero droide”.

Oltre alla storia completamente inventata, nel documentario sono presenti anche delle interviste esilaranti a tutti gli attori della saga, create ad hoc durante le riprese di Episodio II. Tra queste interviste troviamo Lucas, Spielberg e persino Francis Ford Coppola, che racconta di come avesse pensato, per il ruolo di Michael Corleone, nel suo film iconico Il Padrino, proprio al nostro insolente amico. Il racconto continua con la depressione a seguito della fine di Episodio VI, la vita da barbone e il ritorno problematico sulle scene nella Minaccia Fantasma.

Insomma, un documentario creato ad hoc che è soprattutto un’occasione per parlare della vita complicata delle star hollywoodiane, molto spesso fuori dalle righe. Un semi-stereotipo trattato brillantemente nella serie Netflix Bojack Horseman. Bisogna ammettere, però, che con un insolente R2-D2 ha tutto un altro sapore. Non vi resta che godervi la visione del video qui sotto!