Dipendenti, lavori 10 ore al giorno e prendi 900€ al mese: la Meloni ha ufficializzato che possono farlo | Lo chiamano contratto schiavitù

Lavoratore

Lavoratore stanco tra i documenti (Canva foto) - www.insolenzadir2d2.it

Contratti collettivi deboli e stipendi sotto i 1.000 euro: la promessa del governo resta solo sulla carta, la furia dei cittadini.

Nel cuore delle discussioni sul lavoro in Italia si muove una zona grigia che molti cittadini faticano a comprendere, ma che sta assumendo contorni sempre più netti. Si tratta di quelle condizioni contrattuali che, pur essendo formalmente legali, lasciano spazio a situazioni limite di sfruttamento. Ore su ore passate a lavorare, con stipendi che non riescono a coprire nemmeno le spese basilari.

A complicare il quadro, si aggiunge il fatto che una legge sul salario minimo sembrava finalmente vicina, dopo anni di dibattiti e tentativi in Parlamento. Tuttavia, il tempo è passato, e ciò che doveva rappresentare una svolta per milioni di lavoratori si è dissolto in un nulla di fatto. Al suo posto, è stata promessa una riforma sulla contrattazione collettiva, oggi ancora ferma al palo.

Questo vuoto normativo sta creando uno scenario in cui è possibile ritrovarsi assunti con contratti “pirata”, stipulati da sigle sindacali scarsamente rappresentative. Contratti che prevedono paghe ben al di sotto della soglia di 9 euro lordi l’ora, che le opposizioni avevano proposto come base minima. In alcuni casi, si lavora dieci ore al giorno per poco più di 900 euro al mese, senza che la legge possa fare qualcosa per impedirlo.

Nel frattempo, il governo ha superato i tempi tecnici fissati per attuare la delega che avrebbe dovuto rafforzare la contrattazione collettiva. Eppure, a distanza di mesi, non si intravede alcun segnale concreto.

Il contesto istituzionale e la mancata riforma

Tutto ha inizio nel novembre 2023, quando la proposta di introdurre un salario minimo legale di 9 euro l’ora viene bocciata dalla commissione Lavoro della Camera. L’alternativa individuata dal governo era quella di rafforzare i contratti collettivi, considerati lo strumento più adatto per garantire condizioni dignitose.

L’idea era di delegare all’esecutivo il compito di individuare i contratti collettivi più rappresentativi per ogni settore, così da fissare un trattamento economico minimo. Ma, come riportato da Money, dopo oltre 15 mesi dalla delega, nessuna norma è stata ancora approvata, nonostante la scadenza dei sei mesi previsti dalla legge.

Lavoratore stanco
Lavoratore stanco dorme a terra illustrazione (Canva foto) – www.insolenzadir2d2.it

La realtà per molti lavoratori e l’assenza di tutele

Nel frattempo, proliferano contratti firmati da sindacati “creati ad hoc”, con tabelle salariali molto inferiori rispetto a quelle stabilite dai contratti principali. In questi casi, non esistono garanzie minime: si può lavorare per dieci ore al giorno e ricevere uno stipendio di 900 euro al mese, senza violare alcuna legge.

In assenza di un salario minimo e con una contrattazione collettiva non rafforzata, questa situazione non solo è possibile, ma è ormai normalizzata. E finché non verranno approvate nuove norme, queste forme di “contratto schiavitù” continueranno a essere legittime.