Possiamo solo immaginare quanto possa essere epico per un attore poter dire: “ho interpretato Darth Vader“. David Prowse è uno di quei pochi eletti che ha reso possibile la nascita del mito, interpretando fisicamente Darth Vader nella trilogia originale di Star Wars. La sua storia, però, lascia un po’ l’amaro in bocca. L’attore è sempre rimasto “relegato” all’interno di quell’armatura, tanto epica quanto metaforicamente ingombrante, senza potersi mai esprimere al di fuori di essa.

Possiamo tranquillamente definire quella dell’attore “un’interpretazione mutilata“. Una serie di eventi, legati soprattutto al suo rapporto non idilliaco con George Lucas, hanno fatto si che egli interpretasse solo fisicamente l’iconico Darth Vader, senza mai potersi esprimere appieno.

Questione di voce

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David Prowse indossa il costume di Darth Vader.
Da: Pinterest

Siamo nei 1976, Lucas è alla ricerca di due attori molto alti che interpretino rispettivamente Chewbacca e Darth Vader. Quasi per caso, si imbatte in un attore britannico, un aitante culturista che cinque anni prima, in Arancia meccanica di Stanley Kubrick, aveva interpretato l’aiutante forzuto dello scrittore che Alex e i suoi drughi avevano ridotto sulla sedia a rotelle. Lucas ritenne che la prestanza fisica e la notevole altezza dell’attore (2 metri) lo rendessero perfetto per il ruolo del suo villain.

Ma, tornando a noi, il primo tiro mancino giocato nei confronti dell’attore, e probabilmente la causa iniziale dell’inasprimento del rapporto con George Lucas, fu il completo ridoppiaggio della sua voce e dei suoi dialoghi nella post produzione di Una nuova speranza. Lucas infatti sosteneva che il personaggio avrebbe dovuto avere una voce “profonda ed echeggiante“, che incutesse timore tanto quanto la sua stazza, e non riteneva la voce di Prowse all’altezza.

Fu quindi scelto James Earl Jones per ridoppiare tutti i dialoghi del personaggio. Col senno del poi, bisogna dirlo (con tutto il bene che vogliamo a David Prowse), Lucas azzeccò quella scelta, visto che la voce di Darth Vader con il doppiaggio di Jones divenne leggendaria, e marchio indissolubile del personaggio. Ma questo non fu l’unico episodio spiacevole nei confronti dell’attore.

La frase “No, io sono tuo padre”

Parliamo ora di una delle frasi più conosciute e iconiche, quella che Darth Vader pronuncia a Luke ne L’impero Colpisce Ancora. Come raccontato in un articolo interamente dedicato a questa curiosità, Lucas aveva il terrore che lo spoiler si potesse diffondere prima dell’uscita del film. Quindi escogitò uno stratagemma per evitare che qualcuno si lasciasse sfuggire il segreto di quella scena. Innanzitutto, essa fu girata con una frase diversa. David Prowse inizialmente esclamò infatti: “Obi-Wan ha ucciso tuo padre“. Solo nella fase posteriore di doppiaggio venne inserita la vera frase.

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Una delle scene più famose della storia del cinema

Solamente 5 persone conoscevano il segreto della scena: ovviamente Lucas; il regista Irvin Kershner; Lawrence Kasdan, il secondo sceneggiatore che lavorava sullo script; James Earl Jones, venutone a conoscenza, ovviamente, nel momento in cui in fase di doppiaggio avrebbe dovuto pronunciare la vera frase (nonostante tutto, egli pensava che Darth Vader stesse mentendo) e Mark Hamill. All’attore fu svelato subito prima di girare la scena, affinché non rimanesse troppo sorpreso, rovinando l’effetto di disperazione dato dal suo conseguente “Nooooooo” alla rivelazione di Vader.

Si vocifera che Prowse avesse preso malissimo il fatto di essere stato lasciato all’oscuro della vera battuta. Rumors assolutamente non confermati, dicono che addirittura l’attore cercò di far trapelare lo spoiler bomba prima dell’uscita della pellicola.

Un’occasione mancata

Ed eccoci arrivati a Episodio VI, il Ritorno dello Jedi. Dopo aver interpretato solo fisicamente Darth Vader, avendo contribuito a renderlo un’icona del cinema, finalmente Prowse avrebbe potuto avere l’occasione di mostrare il suo volto e accostarlo per sempre a quello di Anakin Skywalker. Anche stavolta, però, gli eventi non gli furono benevoli. Anzi, forse questo episodio risulta essere lo sfregio più clamoroso perpetrato nei suoi confronti.

I rapporti parecchio incrinati con Lucas, nonché una situazione delicata con Alec Guinness, portarono il regista a compiere una scelta molto particolare. Per girare la scena di Darth Vader senza maschera, fu infatti chiamato l’attore Sebastian Shaw. La cosa più brutta è che la scena fu girata all’insaputa di David Prowse e in gran segreto. La scelta di Shaw, come accennato, non fu casuale. Egli infatti era molto amico di Alec Guinness, interprete di Obi-Wan Kenobi, che sapeva che in quel periodo Shaw non se la passava molto bene economicamente.

Per questo Guinness chiese a Lucas di dargli una parte. Il regista fu quasi costretto ad accettare, perché sapeva che Guinness non era un estimatore della saga, e che solo in quel modo lo avrebbe convinto a girare anche il terzo capitolo. Inoltre, Shaw compariva anche come fantasma di Forza alla fine de Il ritorno dello Jedi (sostituito dal 2004 con Hayden Christensen).

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Peter Cushing, George Lucas, Carrie Fisher e David Prowse sul set di Star Wars.
Da: yahoo

L’ultima speranza

Durante le riprese de La vendetta dei Sith, David Prowse, ormai settantenne, espresse il desiderio di poter riprendere il ruolo di Darth Vader. L’attore, ovviamente, sarebbe tornato ad interpretarlo solo fisicamente. Ma, dopo tutto ciò che aveva passato, ne sarebbe stato comunque felicissimo. Purtroppo, George Lucas rifiutò la richiesta, anche perché Hayden Christensen lo aveva pregato di poter indossare egli stesso l’iconico costume. E il regista acconsentì, nonostante Christensen fosse più basso di 15 centimetri rispetto a Prowse.

Insomma, sicuramente David Prowse sarà ricordato per sempre, per essere stato parte attiva della nascita di un mito senza tempo. E’ colui che ha dato “l’anima e il corpo” a Darth Vader. Un attore che avrebbe probabilmente meritato un riconoscimento maggiore. Nonostante questo, avrà sempre un posto speciale nel cuore di noi fan, per essere stato parte integrante della Galassia lontana lontana; noi non potremo mai dimenticarlo.