Coruscant, una immensa distesa di cemento e metallo, una sfera di progresso che racchiude un antico pianeta. È incredibile immaginare come dovrebbe essere un posto di questo genere.

L’immagine di un pianeta-città in realtà è molto antica e risale agli anni Quaranta, quando uno dei pionieri della fantascienza, Isaac Asimov, cominciò a scrivere di Trantor, l’immensa capitale dell’Impero Galattico.

star wars la vendetta dei sith coruscant
Coruscant in Star Wars Episodio III

Essa era una città unica e a vari strati, ricopriva l’intero pianeta sotto cupole immense che al loro interno riproducevano le condizioni ambientali favorevoli alla vita.

A differenza della saga di Star Wars, nei romanzi di Asimov l’impero viene visto come una entità positiva, baluardo contro l’anarchia ed il caos.

La caduta successiva di Trantor diviene l’emblema del degrado morale e tecnico verso il quale sprofonderà la galassia nel corso dei secoli successivi.

Tutto questo è raccontato nel Ciclo delle Fondazioni, forse l’opera magna di questo scrittore, la quale racconta decine di storie che riguardano questo pianeta a cui Lucas si è ispirato.


Lo splendore di Coruscant

Il nome del pianeta Coruscant invece deriva dal verbo latino “Coruscare” ovvero “Brillare”. Chiaro riferimento a come debba apparire dallo spazio un pianeta del genere rivolto verso il lato notturno. Coruscant è apparso per la prima volta nel romanzo “L’Erede dell’Impero” di Timothy Zahn. Romanzo facente parte dell’Universo Espanso (rinominato, dopo l’acquisizione Disney e la creazione del nuovo canone, Star Wars Legends). Solo successivamente il pianeta è stato aggiunto prima nell’Edizione Speciale de Il Ritorno dello Jedi del 1997 e poi nella trilogia prequel.

Coruscant è in realtà un vero e proprio simbolo. Prosperità e convivenza tra razze nella Repubblica, oppressione e cupezza nell’Impero. Così importante da essere usato come origine delle coordinate spaziali per i viaggi interstellari ed inoltre commercialmente fondamentale per la galassia.

La metropoli fatta a concetto, diventata tale da inglobare miliardi di popoli e specie differenti, e non avere letteralmente fine.

Una estremizzazione del concetto di città, dove si può trovare di tutto e tutti.