“Buongiorno, è la sua Banca”, nuova truffa telefonica brucia 45.000€ in 3 minuti | Nessuno ti rimborsa

Phishing

Phishing bancario illustrazione (Canva foto) - www.insolenzadir2d2.it

Una telefonata, tre minuti, e 45.000 euro spariscono senza lasciare traccia: la nuova truffa telefonica prosciuga i risparmi.

Nessuno si aspetta che una semplice telefonata possa trasformarsi nel peggior incubo finanziario. Eppure, sempre più spesso, le truffe bancarie iniziano così: un tono rassicurante, una voce familiare e una frase che non lascia dubbi sull’identità di chi chiama. “Buongiorno, è la sua banca.” Da lì, tutto precipita.

Nel mondo sempre più connesso dell’online banking, è facile pensare che certe cose succedano solo agli ingenui. Ma i truffatori di oggi studiano ogni dettaglio: conoscono il tuo nome, il tuo istituto di credito, perfino alcune transazioni recenti. Questo perché spesso hanno già avuto accesso a dati sensibili, magari trafugati in una precedente violazione informatica o acquistati sul dark web.

Come sottolinea anche Avira, uno dei segnali più subdoli di queste frodi è proprio la finta professionalità del truffatore. Nessuna richiesta palese di denaro. Nessun tono minaccioso. Solo un apparente aiuto per bloccare una transazione sospetta, “verificare” un movimento anomalo, mettere in sicurezza il tuo conto. E proprio mentre ti convinci di essere al sicuro, stai aprendo la porta a un furto.

Negli ultimi anni, la tecnologia ha permesso a questi criminali di agire con una rapidità e precisione impressionanti. L’uso combinato di vishing e tecniche di social engineering rende le vittime vulnerabili, anche quelle più attente. Un errore dura pochi secondi, ma le conseguenze possono durare anni.

Le nuove truffe bancarie sono quasi perfette

Le banche lo ripetono da tempo: nessun operatore autorizzato ti chiederà mai PIN, password o codici di accesso al telefono. Ma quando chi chiama sembra conoscere tutto di te, anche i più prudenti possono cedere. È successo solo poche settimane fa, quando un utente ha ricevuto una telefonata apparentemente ufficiale dalla propria banca.

La conversazione è durata appena tre minuti. L’interlocutore ha indicato l’urgenza di bloccare una transazione sospetta e ha guidato la vittima passo dopo passo. L’operazione sembrava legittima. Ma non appena l’utente ha autorizzato l’accesso all’app bancaria, i truffatori hanno prelevato 45.000 euro e trasferito l’intera somma su conti non rintracciabili. Nessun rimborso è stato possibile: la truffa, infatti, è stata classificata come autorizzata dall’utente.

Hacker
Hacker illustrazione (Canva foto) – www.insolenzadir2d2.it

Un click, un codice, e tutto svanisce

Il meccanismo usato è ormai noto: una combinazione di vishing e accesso remoto. Dopo aver convinto la vittima a installare un’app “di supporto” per risolvere il problema, i truffatori hanno ottenuto controllo totale sullo smartphone. Da lì, è bastato un attimo per accedere all’app della banca, aggirare l’autenticazione a due fattori e completare il trasferimento.

Il caso dimostra quanto sia importante non fidarsi mai di chiamate improvvise, anche se chi parla sembra sapere tutto. E conferma un dato inquietante: se autorizzi una transazione, anche sotto manipolazione, nessuno ti rimborsa.