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    Andor: tutti i riferimenti e gli easter egg dell’undicesima puntata!

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    Torna l’appuntamento con la serie Andor, che ci presenta un undicesimo episodio ricco di emozioni, intitolato “Figlia di Ferrix”. Una puntata che ci prepara al finale di stagione, e che contiene davvero moltissimi riferimenti ed easter egg, dei quali come sempre vi parliamo di seguito!

    Andor 1×11: un triste addio

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    Il droide Bee affranto per la morte di Maarva

    L’undicesimo episodio di Andor si apre su Narkina 5, dove Cassian e Melshi, provati dalle intemperie, dalle rocce e dalla stanchezza, si stanno nascondendo dall’Impero. Nei cieli infatti possiamo notare un caccia di ricognizione, in particolare un TIE Reaper. Questo caccia, adibito prettamente al trasporto truppe, è comparso per la prima volta in Rogue One e lo abbiamo rivisto in molte altre opere tra romanzi, fumetti e videogiochi.

    Con un sapiente cambio di scena, mostratoci dal punto di vista del droide B2EMO, scopriamo la triste notizia della morte di Maarva. Le Figlie di Ferrix, un’associazione di cui sicuramente lei faceva parte, organizzano il funerale mentre la sua salma viene portata fuori. Ad assistere alla scena rivediamo Corv, l’assistente di Dedra Meero, che interagisce anche con Cinta Kaz, verificando se sapesse qualcosa. Anche se non lo sanno, entrambi aspettano il ritorno di Cassian sul pianeta, e la morte di Maarva potrebbe essere l’occasione propizia.

    Fuga da Narkina 5

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    Cassian e Melshi su Narkina 5

    Torniamo poi su Narkina 5, dove Cassian Andor e Melshi adocchiano due alieni che si trovano sulla luna. In particolare, i due posseggono un TUG-b13, un vecchio quadjumper. Si tratta di un’astronave comparsa per la prima volta nell’avamposto di Niima in Episodio VII, e poi in altre opere come The Mandalorian. Mentre Cassian e Melshi cercano di correre verso l’astronave, i due alieni non si lasciano sorprendere e li catturano. Entrambi sembrano abitare su Narkina 5, poiché si riferiscono a quelle come le loro acque. Scopriamo che si chiamano Freedi e Dewi.

    Dewi in particolare è un kerediano, una specie comparsa per la prima volta in Rogue One. Proprio Dewi cita gli squiggly, dei pesci che a causa della prigione non si pescavano più in abbondanza. Questi ultimi potrebbero essere una citazione agli squiges, dei pesci originari di Mon Cala citati nell’avventura Death in the Undercity pubblicata per il gioco di ruolo di Star Wars nel 1990.

    Intanto Dedra Meero viene avvertita della morte di Maarva, e sorprendendo i suoi sottoposti incoraggia il funerale, poiché avrebbe potuto portare allo scoperto Cassian. Il suo assistente Corv le parla dell’usanza del pianeta di mescolare ceneri del defunto e malta per creare un mattone commemorativo. Su Narkina 5, fortunatamente i due alieni dimostrano di essere dalla parte dei detenuti, e dopo averli liberati li accompagnano su Niamos.

    Domande e risposte

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    Kleya e Vel Sartha

    Torniamo poi su Coruscant, alla Galleria d’arte di Luthen, dove Kleya sta ripulendo una moneta antica. Al negozio arriva Vel, che cerca urgentemente Luthen, e porta avanti un dialogo con Kleya che tenta inutilmente di seguire il protocollo di sicurezza. In questo dialogo scopriamo che il ruolo di Kleya era quello di tenere a bada tutte le operazioni, ed ella fungeva da vero e proprio collante tra Luthen, i ribelli della sua cellula, e soprattutto i guai che ne scaturivano. Come sempre, in queste scene rivediamo i tanti cimeli della galleria: l’armatura di Starkiller, la maschera delle guardie del Tempio Jedi, il copricapo di Padmé, lo scudo Gungan, gli scudi Klorri-clan wookiee da battaglia, ecc.

    La scena si sposta poi su Ferrix, dove assistiamo ad una commovente scena di Brasso che rincuora il droide Bee, ancora scosso per la perdita di Maarva. Nel frattempo la povera Bix, che vediamo ancora enormemente provata dalle torture del dottor Gorst, viene portata dal tenente Keysax alla stanza dello schermo tattico, dove Corv le chiede se aveva mai visto Anto Kreegyr, chiedendole inoltre se era lui l’uomo che aveva presentato a Cassian. Per il momento, la pista migliore che avevano su Axis era proprio quella.

    Scelte difficili

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    La disperazione di Mon Mothma

    Nell’abitazione di Mon Mothma, quest’ultima e sua cugina Vel assistono sbalordite ad un rito a cui Leida partecipa con entusiasmo insieme ad altre ragazze chandriliane. Come possiamo capire, si tratta probabilmente di un preludio al matrimonio, una sorta di “preparazione” affinché potessero essere avanzate proposte, come ci suggerisce Vel (che scopriamo non averlo fatto, per i motivi che conosciamo). Successivamente Mon racconta a sua cugina la verità sul suo debito e soprattutto sull’imminente controllo dei conti da parte degli imperiali. E soprattutto le fa capire che come unica via d’uscita deve prendere una decisione molto difficile.

    Sempre nella capitale, Eedy Karn sveglia suo figlio Syril che aveva ricevuto una chiamata nel cuore della notte. Si tratta del sergente Mosk, l’ex ufficiale della sicurezza corporativa di Morlana Uno, che lo chiama per aggiornarlo sulla morte di Maarva Andor e il possibile ritorno di Cassian su Ferrix. Il dispositivo che utilizzano per comunicare sembra essere un telefono con immagini, lo stesso che compare in alcuni episodi di The Clone Wars proprio per le strade di Coruscant.

    Su Niamos, Cassian recupera la sua valigetta contenente crediti, la Bryar Pistol, il blaster della corporazione di sicurezza, e soprattutto il Manifesto di Nemik. Nella stanza in cui alloggiava è presente una coppia di blutopiani, la stessa specie dell’aliena Oolin Musters, imprigionata insieme a Jyn Erso su Wobani in Rogue One.

    Il confronto tra Luthen e Saw Gerrera

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    Saw Gerrera nella 1×11

    Intanto Luthen Rael raggiunge Segra Milo, e viene perquisito dal Tognath Benthic prima di entrare al covo di Saw Gerrera; nella scena vediamo un primo piano al suo bastone, un’arma vista nel primo arco narrativo di Andor. La magnifica sequenza successiva è lo spaccato perfetto di una situazione da spy story: Saw Gerrera ha deciso di aiutare Kreegyr nell’assalto a Spellhaus, ma Luthen Rael cerca di farlo desistere rivelandogli che l’ISB era a conoscenza dell’attacco. Ovviamente Saw si insospettisce, pensando che Luthen avesse spie persino nel suo gruppo o facesse parte addirittura dell’ISB.

    Anche in questo caso Forest Whitaker incarna alla perfezione la caratterizzazione paranoica di Saw, che ben conosciamo dalle altre opere di Star Wars. Soprattutto quando Luthen, per scherzo, svela che Benthic era la sua spia, e quest’ultimo reagisce negando ovviamente tutto. In questo frangente ci viene ricordato anche il suo nomignolo, e cioè “Due Tubi”.

    Luthen riesce a far ragionare Saw, pur con un blaster puntato addosso, facendogli capire che quello di Kreegyr era un sacrificio necessario affinché l’ISB si credesse invincibile e non diventasse chiuso e soprattutto sospettoso. E alla fine Gerrera comprende e accetta la situazione, proclamando una vera e propria situazione di guerra. Un altro dialogo favoloso tra due personaggi fantastici e due interpreti magistrali.

    La spettacolare battaglia spaziale

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    Il Fondor all’attacco

    Mentre Luthen parla in codice con Kleya, riferendosi chiaramente al fatto di voler ritentare con Cassian (presentandosi su Ferrix, ora che probabilmente la morte di Maarva lo avrebbe attirato) il suo Fondor viene braccato da una pattuglia imperiale. Si tratta di un incrociatore Arrestor di Classe Cantwell: questa particolare astronave compare per la prima volta in live action (anche se era presente nelle scene tagliate di Solo) e soprattutto proviene dai primi concept art di Star Wars degli anni ’70 del compianto concept artist Colin Cantwell, dal quale prende il nome. Uno splendido omaggio ad un artista a cui questa saga deve tanto, scomparso purtroppo lo scorso 21 Maggio.

    A bordo di questo incrociatore si trova un capitano della Marina: lo capiamo dalla sua mostrina, che ci presenta tre placche blu e due rosse. Quest’ultimo, nonostante l’identificativo di Luthen corrisponda a quello di un commerciante di Alderaan, decide di attivare il raggio traente e soprattutto di abbordare quella nave sospetta. Luthen ovviamente attiva le contromisure, sovraccaricando i motori e soprattutto lanciando una controffensiva che distrugge l’emettitore RT-17 del raggio traente.

    Questa sequenza ricorda moltissimo una situazione simile narrata nel romanzo legends L’Erede dell’Impero, dove Luke Skywalker riesce a scappare dalle grinfie del Chimaera di Thrawn liberandosi dal raggio traente, dopo aver sparato dei siluri protonici che vennero agganciati dal raggio. In quell’occasione però fu fatale la negligenza dell’addetto al raggio traente Cris Pieterson, che fu punito molto severamente da Thrawn per quello sbaglio e per la sua arroganza.

    Con la distruzione dell’emettitore, il capitano mette in campo una squadriglia di caccia che comprende anche un TIE Boarding Craft per l’abbordaggio. Comincia così una spettacolare sequenza spaziale in cui Luthen si libera in primis del Boarding Craft, e poi dei TIE Fighter. Soprattutto attraverso un arsenale fantastico del suo Fondor, che comprende due raggi laser che si estendono dai lati e che tranciano di netto gli ultimi due TIE, prima del salto nell’iperspazio.

    La nuova consapevolezza di Cassian Andor

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    Cassian scopre della morte di Maarva

    Nel frattempo, Xan riceve su Ferrix una chiamata da Cassian, che gli chiede di dire a Maarva di non preoccuparsi per lui, che le vuole bene e che presto tornerà a prenderla. Purtroppo però Xan gli rivela la triste verità, e cioè che sua madre è morta. Su Niamos, Cassian rimane ovviamente sconvolto da questa rivelazione, mentre con Melshi osserva il mare al tramonto. Quest’ultimo gli parla degli eventuali sopravvissuti di Narkina 5, e soprattutto del dovere che avevano di far sapere a tutti cosa facesse l’Impero.

    I due si separano, consapevoli di dover portare a termine questo compito. Nell’ultima sequenza Cassian continua a guardare il tramonto: una scena che riprende poeticamente il finale di Rogue One. Quella volta egli aveva accettato serenamente il suo destino; stavolta invece la scena rappresenta una nascita traumatica: una nuova consapevolezza della sua vita votata alla Ribellione, dopo gli eventi di Narkina 5 e la morte di Maarva. Un elemento che sarà sicuramente il perno centrale del prossimo episodio finale.

    Come il Binary Sunset di Episodio IV per Luke, questa scena rappresenta per Cassian Andor l’inizio di una nuova avventura. E con questa consapevolezza si conclude il magnifico undicesimo episodio di Andor. Cosa ne pensate dei riferimenti ed easter egg della puntata? Fatecelo sapere nei commenti! E continuate a seguirci, anche su FacebookYouTubeInstagram e TwitterVi terremo costantemente aggiornati sull’universo di Star Wars.

    Gaetano Vitulano
    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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