Posto auto GRATIS, è tuo basta che lo blocchi prima degli altri: la legge adesso ti dà ragione | Parcheggi sotto casa sempre

Posto auto gratis parcheggio (Canva foto) - www.insolenzadir2d2.it
Il posto auto sotto casa può diventare tuo gratuitamente, basta che arrivi prima degli altri! Lo dice la legge.
Nelle città più trafficate, conquistare un posto auto è quasi un’arte. Ogni sera, la stessa scena: giri, contro-giri, manovre disperate e una speranza che si accende non appena si intravede uno spazio libero.
Ma proprio quando pensi di avercela fatta, ecco spuntare qualcuno a piedi, piantato lì, che con un gesto ti blocca: “È già preso“.
Inizia così la danza urbana del parcheggio riservato, fatta di sguardi torvi e di trattative silenziose tra chi guida e chi presidia il territorio come un custode. Eppure, la domanda resta: si può davvero occupare a piedi un parcheggio per un altro?
Molti lo fanno, pochi sanno se è legale. E ogni giorno, questo gesto alimenta litigi, clacson e rabbia compressa. Ma la legge parla chiaro. Scopriamo cosa dichiara la Cassazione.
Posto auto: come funziona e cosa dice la legge
Se ti è capitato di dover rinunciare a un posto libero perché qualcuno lo stava “tenendo” per un amico in arrivo, forse ti sei chiesto se quel comportamento fosse corretto. Fino a poco tempo fa, la legge sembrava tacere. Oggi, però, la risposta è arrivata da molto in alto, ed è sorprendente.
C’è una sottile linea tra prepotenza e diritto, e in questo caso è stata tracciata da una sentenza della Cassazione. Quello che fino a ieri era visto come un gesto scorretto, ora assume un valore giuridico preciso.

La cassazione dice sì al posto “bloccato” a piedi
Secondo quanto riportato da Virgilio Motori, una sentenza della Corte di Cassazione (Civile n. 19075 del 7 maggio 2015) ha chiarito che occupare temporaneamente un posto auto a piedi, in attesa che arrivi l’automobilista destinatario, non costituisce illecito. In pratica, se il passeggero scende e presidia lo spazio mentre il conducente si avvicina, l’azione è legittima, purché non intralci la circolazione e non sia prolungata nel tempo.
La Corte ha parlato di una “delega non scritta” tra il pedone e il guidatore, riconoscendo l’esistenza di un accordo verbale che giustifica l’occupazione momentanea. Questo vuol dire che, se sei abbastanza veloce da far scendere qualcuno a farti da “segnaposto”, puoi rivendicare legittimamente quel parcheggio. Non si tratta di un diritto esclusivo o permanente, ma di una forma di precedenza che – se gestita correttamente – può darti accesso al posto sotto casa prima degli altri.