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    5 curiosità che (forse) non sapevate su “Il Ritorno dello Jedi”

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    Il Ritorno dello Jedi è il capitolo conclusivo della trilogia originale di Star Wars. Uscito nelle sale nel 1983, è un episodio molto particolare, ricco di significato ed epicità. Nel corso degli anni, è stato criticato (ingiustamente, a mio parere) da molti fan per vari motivi, tra i quali soprattutto l’introduzione degli Ewok e del loro notevole peso specifico nella vittoria dei Ribelli contro l’esercito Imperiale sulla Luna Boscosa di Endor.

    Ma oggi non vi parlerò di questa critica o della pellicola nel suo insieme, avrò modo di analizzarla in altra sede. Ho raccolto 5 interessanti curiosità su Episodio VI, tra le centinaia esistenti su questo bellissimo episodio. Andiamo a scoprirle!

    Niente vendetta

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    Un raro poster che raffigura il vecchio titolo, “The revenge of the Jedi”.
    Da. wookieepedia

    Pochi sanno che, originariamente, la pellicola avrebbe dovuto avere un altro titolo, ovvero “The revenge of the Jedi“, “La vendetta dello Jedi“. Furono create anche le prime locandine, e il logo del film. Poi, però, si decise di cambiare questo titolo, trasformandolo in quello che tutti oggi conosciamo, “Il ritorno dello Jedi“. Questo cambiamento avvenne dopo una riflessione in merito ai dettami del Codice Jedi. Come sappiamo, infatti, per gli Jedi la vendetta non è un sentimento perseguibile, ma una delle vie per il Lato Oscuro. Sarebbe stato quindi abbastanza anacronistico un titolo del genere.

    Il vecchio titolo di Episodio VI influenzò, inoltre, anche un’altra produzione, ovvero il secondo film di Star Trek. Il titolo originale della pellicola sarebbe dovuto essere “Star Trek II – The Revenge of Khan”. Ma, poiché si pensava che la parola vendetta sarebbe finita nel titolo del nuovo Star Wars, si preferì “The Wrath of Khan”, “L’Ira di Khan”. Chissà come l’avranno presa i produttori di Star Trek, dopo la scoperta del repentino cambio nel titolo di Episodio VI. La parola vendetta, comunque, fu solo messa in stand by. Come sappiamo, venne infatti utilizzata nel terzo capitolo della trilogia prequel, La vendetta dei Sith. E qui calza davvero a pennello.

    Yoda e la psicologia

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    Yoda poco prima della sua morte in Episodio VI

    Inizialmente, nella sceneggiatura originale della pellicola scritta da Lawrence Kasdan e George Lucas, il Maestro Yoda non era presente. Quindi il mitico e saggio omino verde non sarebbe dovuto comparire, e noi non avremmo assistito alla sua morte. La scena della sua dipartita fu poi aggiunta anche per un motivo molto funzionale e sconosciuto ai più. Sappiamo bene quanto Lucas, almeno negli anni della trilogia originale, tenesse morbosamente ad ogni tipo di dettaglio. Egli aveva paura che, soprattutto i bambini, non avrebbero accettato il fatto che il super cattivo Darth Vader, dopo la rivelazione shock di tre anni prima, fosse effettivamente il padre di Luke.

    Lucas consultò addirittura uno psicologo infantile, che alimentò i suoi sospetti e suppose che i bambini avrebbero potuto pensare che Darth Vader avesse mentito. Yoda fu quindi inserito anche per confermare questa realtà, visto che i bambini avrebbero creduto alla sua parola. Difatti, se ben ricordate, nel suo ultimo discorso il Maestro Yoda pronuncia, tra le altre, queste parole: “Luke, tu non sottovalutare i poteri dell’Imperatore, o il fato di tuo padre, tu soffrirai”. La conferma inequivocabile, per i bambini del 1983, che Vader fosse davvero il padre di Luke.

    Jabba dietro le quinte

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    Immagine che mostra il grande lavoro all’interno del pupazzo di Jabba.
    Da: wikipedia

    Ne Il ritorno dello Jedi, Jabba the Hutt è interpretato da un enorme pupazzo in lattice, argilla e polistirolo, uno dei più grandi mai utilizzati nella storia del cinema. Il prototipo era lungo oltre cinque metri e pesava quasi una tonnellata, era davvero mastodontico. Per il suo assemblaggio, il truccatore Stuart Freeborn e la sua troupe dovettero lavorare quasi sei mesi. Per ultimare il pupazzo fu speso quasi mezzo milione di dollari, considerando il fatto che era così grosso che il forno agli Elstree Studios non riusciva a contenerlo. Perciò si dovette adibire una sala supplementare per colare e formare lo stampo.

    Il pupazzo, ovviamente, era cavo al suo interno, ed era azionato dai tre burattinai che davano vita al poderoso Jabba: David Alan Barclay, Toby Philpott e Mike Edmonds, che facevano parte del gruppo che creava e manovrava i Muppet. Barclay muoveva il braccio destro e la bocca e leggeva i dialoghi in inglese del personaggio, mentre Philpott controllava il braccio sinistro, la testa e la lingua; il nano Edmonds, invece, era responsabile dei movimenti della coda di Jabba. Gli occhi e le espressioni facciali erano poi manovrati dall’esterno, tramite un radiocomando, da John Coppinger. Altre due persone, infine, lo mantenevano in equilibrio. In tutto, per dare vita a Jabba the Hutt, lavorarono al suo seguito ben 6 persone.

    Il povero C3PO

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    La scena in cui Salacious B. Crumb morde l’occhio di C-3PO

    Il povero C3PO è sicuramente uno dei personaggi più sfortunati della saga, visto l’elevato numero di volte in cui viene distrutto e malmenato. A subire questo destino fu anche l’attore che lo impersonava, il mitico Anthony Daniels. In una scena di Episodio VI l’attore fu infatti colpito da un attacco di panico. Ci troviamo nel momento in cui Salacious B. Crumb, quell’insopportabile lucertola scimmia kowakiana, prende a morsi un occhio del povero C3PO.

    Fu proprio durante questa scena che Daniels ebbe un fortissimo attacco di panico, e invece di pronunciare le sue battute continuava a ripetere: “Tiratemi fuori di qui!”. Le battute originali di C3PO furono poi aggiunte in post-produzione, ma Lucas decise di non far rigirare a Marquand: per questa scena venne utilizzata infatti la ripresa dell’attacco di panico. Un che di sadico non c’è che dire!

    Ewok o non Ewok?

    la teoria ewok line di barney stinson star wars
    Gli Ewok

    Chiudiamo questo viaggio con quelli che sono gli artefici delle più grandi critiche rivolte verso Il ritorno dello Jedi: gli Ewok. Nelle idee iniziali, al posto degli Ewok ci sarebbe dovuta essere un’altra specie, già conosciuta in precedenza tramite uno dei suoi esponenti più famosi, Chewbacca. Proprio così, al posto degli Ewok ci sarebbero dovuti essere gli Wookiee. Poi, però, in pre-produzione si optò per una loro versione più ridotta e anche più “coccolosa“.

    Questa scelta rispecchia a pieno il trend degli anni ’80 nell’utilizzo di pupazzi che esprimessero, tra le altre cose, anche una certa dolcezza. Basti pensare a bellissimi film successivi come Labyrinth, o La storia infinita. Questa scelta, comunque, è stata una delle critiche più forti mosse a Lucas in merito a Il ritorno dello Jedi. Soprattutto in merito al fatto che questi “orsacchiotti” abbiano sbaragliato l’esercito imperiale.

    Forse, con l’utilizzo degli Wookiee, questo aspetto sarebbe stato ritenuto più verosimile. Non lo sapremo mai, ma bisogna comunque dire che, ad una attenta analisi, è vero che gli Ewok erano privi di tecnologia bellica avanzata, ma non erano affatto degli sprovveduti, e avevano il vantaggio di conoscere il proprio territorio. Aspetto che abbiamo analizzato in maniera più approfondita in quest’altro focus.

    Spero che queste 5 curiosità vi siano piaciute! Ce ne sono tante altre su Il ritorno dello Jedi che aspettano di essere raccontate: ci sarà sicuramente modo di farlo in futuro. Si sa, la meravigliosa saga di Star Wars è un forziere infinito di curiosità e aneddoti. Alla prossima allora, che la Forza sia con voi!

     

     

    Gaetano Vitulanohttps://insolenzadir2d2.it
    Studente di Giurisprudenza, cinefilo incallito, nel tempo libero promotore della sacra religione di Star Wars come founder de "L'Insolenza di R2-D2". Insolente quanto basta, cerco di incamerare la mia creatività nella scrittura, nell'oratoria, e soprattutto nell'arte della risata.

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